Eurovision, rivoluzione nel regolamento: ai paesi in guerra non sarà più automatico ospitare il concorso

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   L'Eurovision Song Contest cambia le regole del gioco. Gli organizzatori della celebre kermesse musicale europea, l'European Broadcasting Union (EBU), hanno annunciato una modifica sostanziale al regolamento che riguarda uno degli aspetti più tradizionali della competizione: la possibilità per il Paese vincitore di ospitare automaticamente l'edizione successiva.

L'aggiornamento normativo, che entrerà in vigore a partire dal 2027, introduce un principio di cautela legato alla sicurezza e alla stabilità geopolitica, ridefinendo di fatto un meccanismo che per decenni aveva rappresentato uno dei capisaldi della manifestazione.

Le nuove regole per il paese ospitante

Secondo le nuove disposizioni comunicate ufficialmente dall'EBU, l'emittente del paese vincitore non potrà più ottenere automaticamente il diritto di organizzare il concorso dell'anno successivo qualora si trovi in una situazione di conflitto armato o di instabilità.

Il comunicato stampa diffuso dagli organizzatori precisa che "l'emittente vincitrice non potrà automaticamente ospitare il Concorso se un conflitto armato, una situazione geopolitica sensibile o qualsiasi altra situazione influisce materialmente sulla sicurezza, l'incolumità o la stabilità del suo Stato o della sua regione immediata".

La norma, dunque, non si limita a prendere in considerazione uno stato di guerra formale, ma estende la sua portata a tutte quelle circostanze in cui tensioni militari o crisi diplomatiche possano compromettere l'organizzazione dell'evento.

L'EBU, inoltre, si è riservata la facoltà di commissionare valutazioni di sicurezza indipendenti sulla situazione del paese vincitore, al fine di determinare se sussistano le condizioni minime per ospitare la manifestazione. Questa decisione verrà presa in stretta consultazione con il Reference Group dell'Eurovision, l'organo che sovrintende allo svolgimento della competizione.

Se da questa analisi emergerà che il contest non può essere organizzato garantendo adeguate condizioni di sicurezza per il pubblico, gli artisti e gli addetti ai lavori, l'EBU potrà affidare l'organizzazione a un altro paese membro, che ospiterà l'evento "a proprio nome" e non sarà tenuto a realizzarlo per conto dell'emittente originariamente designata.

Il precedente dell'Ucraina e l'edizione 2023

La modifica regolamentare arriva a seguito di un precedente significativo che aveva già messo in discussione l'automatismo della sede. Nel 2023, infatti, l'Ucraina, pur avendo vinto l'edizione del 2022 con i Kalush Orchestra e la canzone "Stefania", non poté ospitare il concorso a causa dell'invasione russa su larga scala. L'evento si tenne quindi a Liverpool, nel Regno Unito, con la BBC nel ruolo di emittente organizzatrice per conto dell'Ucraina, che mantenne comunque una forte presenza culturale all'interno dello show.

In quel frangente, la scelta di spostare la manifestazione fu una decisione pragmatica presa dagli organizzatori per garantire la continuità dell'evento; con il nuovo regolamento, questa evenienza diventa una procedura codificata e non più una soluzione straordinaria.

Altre novità: età minima e basi musicali

L'aggiornamento del regolamento non si limita all'aspetto logistico-legato alla sede, ma introduce altre due importanti novità. La prima riguarda l'età minima per partecipare alla competizione, che viene innalzata da sedici a diciotto anni (da compiersi entro il giorno della prima prova). L'obiettivo dichiarato dall'EBU è quello di "rafforzare le misure di tutela e proteggere gli artisti più giovani dalle pressioni legate alla partecipazione all'Eurovision Song Contest".

La seconda modifica, invece, chiarisce le regole sull'utilizzo delle basi musicali durante le esibizioni dal vivo: a partire dal prossimo anno, le basi non potranno "sostituire né supportare in modo indebito l'esecuzione vocale dal vivo", escludendo, ad esempio, l'utilizzo di voci preregistrate che cantano la melodia principale.

L'edizione 2027 in Bulgaria

Le nuove regole entreranno in vigore a partire dall'edizione 2027, che si terrà in Bulgaria. La nazione balcanica ha infatti vinto il diritto di ospitare il concorso grazie alla vittoria di Dara con il brano "Bangaranga" all'edizione 2026 di Vienna.

La selezione della città che ospiterà l'evento è attualmente in corso: dopo una prima fase di valutazione, le candidature di Plovdiv e Varna sono state escluse, mentre quelle di Burgas e Sofia, rispettivamente città sul Mar Nero e capitale del paese, sono state selezionate per la fase finale. La decisione ufficiale, che determinerà la sede della settantunesima edizione del concorso, verrà annunciata nelle prossime settimane.

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