Eurovision 2027, i Paesi Bassi boicottano la kermesse per il secondo anno: "L’evento non è più neutrale"

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il palcoscenico musicale più amato d'Europa si trova ad affrontare una nuova, pesante defezione. L'emittente pubblica olandese Avrotros ha annunciato che i Paesi Bassi non prenderanno parte all'edizione 2027 dell'Eurovision Song Contest, in programma a Burgas, in Bulgaria, dall'11 al 15 maggio.

La decisione, giunta per il secondo anno consecutivo, è stata motivata con la volontà di prendere le distanze da un evento che, secondo la tv olandese, non può più essere considerato neutrale, dal momento che tra i partecipanti figura ancora un Paese coinvolto in un conflitto militare su larga scala, con un riferimento diretto a Israele e alla situazione nella Striscia di Gaza.

Le motivazioni del boicottaggio

A comunicare il ritiro, in un post pubblicato sui canali social ufficiali, è stata la stessa Avrotros, l'emittente che avrebbe dovuto garantire la copertura dell'evento in Olanda. Il messaggio è stato chiaro ed esplicito: "L'evento non è più neutrale. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente si riflettono eccessivamente sull'Eurovision Song Contest e hanno provocato una forte divisione".

Il direttore generale dell'emittente, Taco Zimmerman, ha aggiunto che il concorso, nato per avvicinare persone e Paesi, si è trasformato in "una piattaforma di divisione", minando il suo carattere indipendente. Una posizione che riflette l'orientamento già manifestato in occasione dell'edizione 2026, quando i Paesi Bassi scelsero di non partecipare, unendosi a un boicottaggio che coinvolse anche Spagna, Slovenia, Irlanda e Islanda.

La risposta dell'Unione europea di radiodiffusione

Alla base della frattura vi è anche l'insoddisfazione olandese per le misure adottate dall'Unione europea di radiodiffusione (UER), l'organizzazione che sovrintende al concorso. Nelle scorse settimane, l'UER ha introdotto una modifica al regolamento per escludere dalla possibilità di ospitare la manifestazione i Paesi coinvolti in un conflitto armato, una norma pensata per evitare scenari delicati in caso di vittoria di una di queste nazioni.

L'emittente olandese, tuttavia, ha ritenuto questo provvedimento insufficiente: "Le modifiche annunciate di recente non offrono garanzia sufficiente che il carattere indipendente e neutrale dell'Eurovision Song Contest sia stato ripristinato", si legge nella nota di Avrotros, che aveva sollecitato fin dai mesi scorsi regole più trasparenti per valutare l'ammissione degli Stati coinvolti in scontri militari.

Il futuro della partecipazione olandese

Il boicottaggio deciso da Avrotros, sebbene pesante, non chiude necessariamente le porte alla partecipazione dell'Olanda all'Eurovision 2027. La decisione è stata rimessa nelle mani della NPO, l'organizzazione nazionale che coordina e finanzia il sistema radiotelevisivo pubblico olandese, la quale dovrà ora valutare come procedere. La stessa Avrotros ha dichiarato che la sua assenza non è compatibile con i valori di affidabilità, indipendenza e umanità che l'emittente rappresenta, lasciando intendere che la scelta è stata dolorosa e sofferta.

La UER ha fatto sapere di rispettare la decisione, ma di voler proseguire il dialogo con la NPO per trovare una soluzione che consenta al pubblico e agli artisti olandesi di essere rappresentati nella competizione, sottolineando come l'evento sia da sempre un luogo di unione e celebrazione della diversità.

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