Lukaku e l'addio al Napoli: "È stato l'anno peggiore della mia vita. In Italia mi boicottano"
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Redazione Sport
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L'esordio in Champions League con la maglia del Fenerbahce, subentrato a pochi minuti dal termine nella sfida di andata dei playoff contro il Lione, è stato lo spunto per un'intervista che ha fatto immediatamente il giro d'Italia. Romelu Lukaku, interpellato dalla televisione belga al termine della partita, ha infatti scelto di non usare mezzi termini per descrivere l'ultima, travagliata stagione trascorsa al Napoli.
Non c'è stata incertezza né tentennamento, nelle sue dichiarazioni: la sua esperienza in azzurro è stata liquidata con una frase che pesa come un macigno, definendola l'anno peggiore della sua carriera e della sua vita.
L'attacco a distanza e le accuse di boicottaggio
Le parole dell'attaccante belga non si sono però limitate a un giudizio retrospettivo sulla sua avventura italiana. Intervistato dall'ex calciatore Gilles De Bilde, Lukaku ha voluto andare oltre, fornendo la sua versione sui motivi che hanno portato a una separazione ormai inevitabile e anticipata rispetto ai termini contrattuali. Una delle accuse più pesanti è stata quella legata alla sua condizione fisica, un tema che ha spesso fatto discutere durante la sua permanenza a Napoli.
"L'affermazione che io non sarei in forma è semplicemente falsa", ha dichiarato senza mezzi termini. "Probabilmente l'hanno detta in Italia per boicottarmi", ha aggiunto, lasciando intendere che dietro le critiche sulla sua preparazione atletica potessero esserci altre intenzioni.
Le ragioni di una separazione dolorosa
Ma a rendere ancora più amaro il suo addio è stato il clima che si era creato negli ultimi mesi. "Ho sentito delle cose e sono state fatte delle scelte... Tutto qui", ha spiegato Lukaku, con un'ellissi che sembra contenere più di quanto le parole non dicano. A determinare la rottura, ha contribuito una serie di fattori che hanno reso l'aria irrespirabile.
Tra questi, la lunga riabilitazione per l'infortunio subito in estate contro l'Olympiacos, che lo ha tenuto ai margini per gran parte della stagione, e il difficile periodo personale segnato dalla morte del padre, avvenuta nello scorso settembre. In questo contesto, la scelta di separarsi è apparsa quasi obbligata: "Se è andata così, allora è stato meglio per me andarmene", ha chiosato il giocatore, che ha poi ribadito di sentirsi al pieno delle sue forze e pronto per la nuova sfida.
Le prospettive future e il rilancio in Turchia
Il trasferimento al Fenerbahce rappresenta per l'ex Inter e Chelsea un tentativo di rilancio e un'opportunità per ritrovare le motivazioni perdute. Il contratto firmato è valido per una stagione con opzione per un'altra, e l'obiettivo dichiarato è quello di onorare questo impegno prima di valutare il futuro. "Spero di poter onorare questi due anni. Dopodiché, tornerò a casa", ha affermato il belga, che non ha nascosto la sua ambizione di continuare a giocare fino al 2030, anche con la Nazionale belga.
L'impatto con la realtà turca, in particolare con i suoi tifosi, è stato definito "fenomenale" e "una delle poche volte in cui sono rimasto davvero impressionato". Una dichiarazione che suona come un ulteriore, implicito, contrasto con l'ambiente appena lasciato.
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