Macron riunisce 34 stati maggiori: «Garanzie di sicurezza, serve un piano»
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Redazione Esteri
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L’Europa si trova di fronte a un momento di crescente emergenza, segnato da un’accelerazione degli eventi e da una confusione generata dalle recenti mosse dell’amministrazione statunitense, che ha annunciato una tregua di 30 giorni, il ripristino immediato della condivisione delle informazioni di intelligence e la ripresa dell’assistenza in materia di sicurezza per l’Ucraina. Mentre in Arabia Saudita si tentava di raggiungere un accordo tra Usa, Ucraina e Russia, a Parigi il presidente francese Emmanuel Macron ha convocato i capi di stato maggiore di 34 Paesi – membri dell’Ue e/o della Nato – per un incontro pragmatico, volto a delineare un piano concreto di garanzie di sicurezza per Kiev.
L’incontro, tenutosi all’École Militaire, ha riunito non solo i rappresentanti degli eserciti europei, ma anche quelli di Paesi come Australia, Giappone e Canada, escludendo però gli Stati Uniti. Macron, nel suo intervento a porte chiuse, ha sottolineato la necessità di passare “dal concetto al piano”, evidenziando l’urgenza di un’azione coordinata per sostenere l’Ucraina. Tra i presenti, molti hanno espresso una disponibilità teorica a partecipare a una futura missione di peacekeeping, ma solo dopo un cessate il fuoco e l’avvio di un percorso di pace.
La riunione si è svolta in un contesto internazionale complesso, con le truppe ucraine che hanno progressivamente abbandonato la regione russa di Kursk, mentre le delegazioni diplomatiche di Washington e Kiev si incontravano a Gedda. Parallelamente, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha presentato un piano sui rimpatri dei migranti, aggiungendo un ulteriore tassello al dibattito politico europeo.




