il piano su kiev divide meloni e macron
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
L’Europa prova a prendere l’iniziativa, ma le divergenze tra i leader rischiano di indebolire la posizione comune. La proposta avanzata da Francia e Regno Unito, che prevede una tregua limitata di un mese “nell’aria, nei mari e nelle infrastrutture energetiche”, escludendo però la linea del fronte, rappresenta un tentativo di ridurre le tensioni senza compromettere gli equilibri militari. A questa si affianca l’idea di una “coalizione di volenterosi”, un gruppo di Paesi disposti a garantire una presenza militare in Ucraina, anche se l’adesione degli Stati Uniti rimane incerta, soprattutto dopo le recenti dichiarazioni di Donald Trump e del suo vice.
Giorgia Meloni, intervenuta al vertice di Londra, ha sottolineato la necessità di evitare divisioni nell’Occidente, insistendo su un vertice urgente tra Stati Uniti e Unione Europea. La premier italiana ha ribadito che una pace “giusta e duratura” per l’Ucraina non è solo nell’interesse di Kiev, ma anche degli Stati Uniti, e che la cornice atlantica rimane la soluzione più efficace per garantire la sicurezza del Paese. Tuttavia, il clima del summit, nonostante il sole che illumina Londra, è stato segnato da tensioni e divergenze, soprattutto tra Meloni e il tandem anglo-francese.
La posizione di Meloni, che cerca di bilanciare il sostegno all’Ucraina con la necessità di mantenere un dialogo con Trump, appare sempre più complessa. La premier ha espresso dubbi sulla proposta franco-britannica, dichiarando che “valuterà il piano”, ma ha anche evidenziato l’importanza di una pace stabile, sottolineando che gli Stati Uniti, pur desiderando una soluzione rapida, hanno interesse a evitare un ritorno alle ostilità.
Intanto, i media britannici hanno sottolineato le frizioni tra i leader. Il Guardian ha riportato in anteprima i dettagli del piano di pace presentato da Macron e dal premier britannico, alimentando le tensioni. Meloni, che ha mostrato un momento di distensione solo davanti a un gattino fuori da Downing Street, sembra soffrire la sintonia tra Parigi e Londra, percepita come un tentativo di marginalizzare l’Italia nel contesto europeo.




