Meloni non segue Macron sulla Palestina e resta fuori dalla triplice intesa europea

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre Francia, Germania e Regno Unito si coordinano per un intervento umanitario nella Striscia di Gaza, l’Italia rimane ai margini, confermando una linea distante da quella tracciata da Emmanuel Macron. Il presidente francese, dopo l’annuncio sul riconoscimento dello Stato di Palestina, ha promosso una telefonata d’emergenza con il premier britannico Keir Starmer e il cancelliere tedesco per definire un piano congiunto di aiuti aerei. Un’iniziativa che, però, non ha coinvolto Roma, dove il governo Meloni mantiene una posizione diametralmente opposta.

«Sulla Palestina ha ragione l’Italia», ha dichiarato il geopolitologo francese Frédéric Encel, critico verso la mossa di Macron, giudicata «inutile e rischiosa». Una scelta dalla tempistica «di difficile comprensione», secondo l’analista, che difficilmente produrrà effetti tangibili, rischiando anzi di complicare ulteriormente gli equilibri interni ed esteri. Parole che sembrano echeggiare quelle della premier italiana, la quale, senza apparire in video, ha ribadito che riconoscere uno Stato palestinese oggi sarebbe «controproducente».

A rafforzare questa tesi è anche Olivier Roy, tra i massimi esperti francesi di Islam, il quale non risparmia critiche all’Eliseo. «Macron ama le parole, ma la Palestina nei fatti non c’è», ha sottolineato lo studioso, noto per i suoi lavori sul fallimento dell’islam politico e sul rapporto tra laicità e Islam. Roy, consulente di istituzioni diplomatiche e accademiche, evidenzia come la decisione francese appaia più un gesto simbolico che una strategia concreta.

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