Ergastolo per Alessandro Impagnatiello, la sentenza nel giorno contro la violenza sulle donne
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Redazione Interno
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Il 25 novembre 2024, in coincidenza con la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, la Corte d'Assise di Milano ha emesso una sentenza di ergastolo per Alessandro Impagnatiello, riconosciuto colpevole dell'omicidio della compagna Giulia Tramontano. La giovane donna, al settimo mese di gravidanza, è stata brutalmente uccisa con 37 coltellate la sera del 26 maggio 2023, in via Manzoni a Milano. L'accusa ha contestato a Impagnatiello non solo l'omicidio, ma anche il procurato aborto, con le aggravanti di premeditazione e crudeltà.
La famiglia di Giulia, presente in aula, ha accolto la sentenza con un misto di dolore e sollievo. La madre, Loredana Femiano, è scoppiata in lacrime subito dopo il verdetto, trovando conforto nell'abbraccio del marito Franco, della sorella Chiara e del fratello Mario. Chiara Tramontano, visibilmente commossa, ha espresso la sua rabbia e il suo dolore, sottolineando come la coincidenza della sentenza con la giornata contro la violenza sulle donne non abbia per loro un significato particolare, ma sia solo una coincidenza.
Il caso di Giulia Tramontano ha scosso profondamente l'opinione pubblica, riportando al centro del dibattito la necessità di prevenire i femminicidi e di proteggere le donne da ogni forma di violenza. La sentenza di ergastolo per Impagnatiello rappresenta un segnale forte, ma, come ha sottolineato Chiara Tramontano, il vero cambiamento deve avvenire prima che si verifichino tragedie simili.
Nella stessa giornata, è stata chiesta la medesima condanna per Filippo Turetta, accusato dell'omicidio di un'altra giovane donna, Giulia, in un caso che presenta analogie inquietanti con quello di Giulia Tramontano.




