Ergastolo per l'omicida Alessandro Impagnatiello

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nella giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, Alessandro Impagnatiello, 31 anni, è stato condannato all’ergastolo con isolamento diurno per l’omicidio della sua compagna Giulia Tramontano, 29 anni, incinta di sette mesi del loro figlio Thiago. La Corte d'Assise di Milano, presieduta dalla giudice Antonella Bertoja, ha riconosciuto tutte le aggravanti contestate dall’accusa: premeditazione, crudeltà e il fatto che il crimine sia stato commesso ai danni della convivente. Inoltre, Impagnatiello è stato condannato a ulteriori sette anni per interruzione non consensuale di gravidanza e occultamento di cadavere, mentre l’unica aggravante non riconosciuta è stata quella dei futili motivi.

Durante la lettura della sentenza, Impagnatiello è rimasto impassibile, in piedi accanto ai suoi avvocati, dando il consenso a essere ripreso dalle telecamere. Con lo sguardo fisso davanti a sé, ha accennato uno sguardo duro mentre veniva portato via dagli agenti della Penitenziaria. La sentenza è arrivata al termine di un processo durato 13 udienze, iniziato a gennaio.

Il caso ha suscitato grande attenzione mediatica, non solo per la brutalità del crimine, ma anche per il contesto in cui è avvenuto. Giulia Tramontano, giovane donna incinta, è diventata un simbolo della lotta contro la violenza sulle donne. A Sant'Antimo, il liceo "Laura Bassi" ha donato al centro antiviolenza una statua raffigurante Giulia, in una posa simile a quella della foto che ha fatto il giro dei media. La mamma di Giulia, Loredana Femiano, ha ricevuto l'abbraccio dei suoi concittadini, rappresentati dal sindaco Massimo Buonanno, durante un evento organizzato dal liceo.

L’avvocato penalista Daniele Bocciolini ha spiegato che, con la condanna all'ergastolo, Impagnatiello ha perso anche la potestà genitoriale sul primo figlio. La decisione dei giudici della Corte d'Assise è stata motivata dalla gravità dei reati commessi e dalla necessità di proteggere il minore.

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