Wildlife Photographer of the Year 2026, vince l'italiano Veronesi

Wildlife Photographer of the Year 2026, vince l'italiano Veronesi
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
ESTERI Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il fotografo italiano Federico Veronesi ha vinto il Wildlife Photographer of the Year 2026 con un'immagine in bianco e nero che ritrae un'elefantessa mentre trasporta il corpo senza vita di un cucciolo. Lo scatto, intitolato The Aftermath (Le conseguenze), è stato realizzato nella valle del fiume Huab, in Namibia, ed è stato proclamato vincitore assoluto del prestigioso concorso internazionale organizzato dal Natural History Museum di Londra. La fotografia documenta un comportamento animale raro e difficile da interpretare, legato al rapporto degli elefanti con la morte.

La storia dietro la fotografia dell'elefantessa

Il fotografo stava seguendo le tracce di alcuni elefanti nel Damaraland quando ha notato strani segni sulla sabbia del letto di un fiume in secca. Erano tracce di trascinamento, diverse dalle normali impronte lasciate dagli animali. Seguendole, ha raggiunto un gruppo familiare e ha scoperto la loro origine: una femmina avanzava portando un piccolo elefante morto, con una zampa del cucciolo incastrata tra la zanna e la proboscide. La scena è stata immortalata senza interrompere il comportamento dell'animale, dando origine alla fotografia premiata anche nella categoria dedicata al comportamento dei mammiferi.

L'immagine richiama il tema del lutto nel mondo animale, ma il rapporto di parentela tra l'elefantessa e il piccolo non è stato accertato nella descrizione ufficiale del museo londinese. Gli studiosi hanno osservato in elefanti africani e asiatici diversi comportamenti associati alla morte: vocalizzazioni, protezione dei corpi, ispezione delle ossa e trasporto degli individui deceduti. Alcuni ricercatori interpretano queste azioni come possibili manifestazioni di dolore, mentre altri le considerano indizi di una particolare capacità di riconoscere la morte. La presidente della giuria, Kathy Moran, ha sottolineato sia l'impatto emotivo della fotografia sia il suo valore nel documentare le capacità cognitive degli animali.

Un record di partecipanti e il premio ai giovani fotografi

L'edizione di quest'anno ha registrato 65.403 fotografie candidate, provenienti da 121 Paesi e territori. Una giuria internazionale composta da esperti di fotografia naturalistica, cinema, conservazione e scienza ha esaminato le opere in forma anonima, valutando originalità, qualità tecnica, creatività e rispetto dei principi etici. Per la prima volta nei 62 anni di storia del concorso, i due riconoscimenti assoluti, quello degli adulti e quello dei giovani, sono stati assegnati a immagini in bianco e nero. Il premio principale è stato annunciato il 13 ottobre, confermando il successo internazionale della fotografia naturalistica italiana.

Il titolo di Young Wildlife Photographer of the Year è andato a Oscar Whitfield, giovane britannico residente in Zimbabwe, per Labour of Love, una fotografia che mostra uno scarabeo stercorario mentre spinge una palla di sterco nel Parco nazionale dello Zambesi. Per ottenere la particolare prospettiva, il ragazzo si è sdraiato sul terreno, portando l'obiettivo all'altezza dell'insetto. Tra gli altri lavori premiati figurano fotografie dedicate alla fauna urbana, agli ambienti sottomarini, agli uccelli e al fotogiornalismo ambientale. Il concorso comprende anche immagini di un coyote a San Francisco e di un elefante che spruzza acqua sulle zebre in Kenya.

Le fotografie premiate arrivano anche a Milano

Il percorso professionale del vincitore è strettamente legato al continente africano. Nato in Italia, si è trasferito in Kenya nel 2002 per vivere nella savana e dedicarsi alla fotografia degli animali selvatici. Le sue opere sono state pubblicate su libri e riviste e hanno ottenuto riconoscimenti in diverse competizioni internazionali. Organizza inoltre safari fotografici nell'Africa subsahariana. Per realizzare l'immagine vincitrice ha utilizzato una Nikon Z8 con un obiettivo da 400 millimetri, un tempo di esposizione di un millesimo di secondo e un'apertura di diaframma f/2,8.

Le opere selezionate sono esposte al museo londinese dal 16 ottobre 2026 all'11 luglio 2027. La mostra utilizza anche il Biodiversity Intactness Index, un indicatore scientifico che misura quanto della biodiversità originaria sia ancora presente in un territorio. L'esposizione internazionale arriverà inoltre al Museo della Permanente di Milano, in via Filippo Turati 34, dal 20 novembre al 7 febbraio 2027. Organizzata dall'Associazione Culturale Radicediunopercento, presenterà 100 fotografie in grande formato, retroilluminate da cornici a LED. Il programma milanese comprende visite guidate e almeno quattro incontri gratuiti con fotografi e divulgatori scientifici.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.