Fausto Lama, l'addio ai Coma Cose: «Amore e musica, un mix pericolosissimo»

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il percorso artistico di Fausto Zanardelli, che il pubblico ha conosciuto per anni come una delle due anime dei Coma_Cose, si incrocia in maniera indissolubile con la sua storia personale, una simbiosi che alla fine ne ha determinato l’epilogo. Dopo lo scioglimento del duo e la fine del matrimonio con Francesca Mesiano, l’artista bresciano, polistrumentista e produttore, sceglie di ripartire sotto il nome d’arte di Fausto Lama, con cui aveva mosso i primi passi nella scena rap. Il suo nuovo singolo, “A tanto così”, segna non solo un ritorno sulle piattaforme ma l’inizio di una fase completamente autonoma, un atto necessario dopo che, come ha spiegato lui stesso, l’intreccio tra legame sentimentale e partnership creativa è diventato insostenibile.

La fine di un sodalizio nato dall'amore

Zanardelli, nel raccontare la genesi della separazione artistica, utilizza parole che descrivono un processo di progressiva consunzione. Definisce quella dei Coma_Cose una “bellissima gabbia”, un progetto che, pur nel successo, ha finito per “cannibalizzare” l’intimità della coppia. Il lavoro condiviso, che per lungo tempo aveva costituito il fulcro della loro relazione, ha eroso gli spazi personali fino a farli sentire, in alcune fasi, come dei “ghost writer” di se stessi, dove la distinzione tra vita e musica si assottigliava pericolosamente. La decisione di chiudere il duo, pertanto, non è stata un evento improvviso ma ciò che l’artista descrive come “la cronaca di una morte annunciata”, un esito maturato nel tempo nonostante la profonda sintonia musicale.

La musica come specchio della separazione

Il primo brano da solista, uscito per Asian Fake e Atlantic/Warner Music Italy, sembra riflettere, seppur senza espliciti riferimenti biografici, il vissuto di questi mesi. Nel testo, Fausto Lama canta di una ragazza “che scintilla ma che è andata a scuola di calci nel cuore”, un’immagine che evoca fascino e insieme delusione, la complessità di un rapporto giunto al capolinea. La produzione musicale, che resta ancorata a quel sound elettropop e ricercato che aveva caratterizzato i Coma_Cose, diventa ora il veicolo per una voce singola, che esplora tematiche personali senza più la mediazione di un dialogo artistico a due. È un inizio che porta con sé, come ammette Zanardelli, il peso del dolore per una fine, ma anche una percepita “leggerezza inebriante”, quella di chi ricomincia da sé.

Il futuro si scrive da solista

L’avventura di Fausto Lama prosegue dunque senza più il filtro del duo, in una dimensione dove la responsabilità creativa è totale e non più negoziata. L’esperienza passata, seppur conclusa, resta un bagaglio fondamentale: trent’anni di musica, come lui stesso ricorda, sono un patrimonio che non si disperde ma si trasforma. L’artista non sembra voler rinnegare il passato, ma piuttosto superare quella condizione che giudica rischiosa, ovvero il mischiare sfere della vita che, se tenute distinte, possono forse trovare un equilibrio più stabile. Il nuovo capitolo si apre all’insegna di questa consapevolezza, con la musica che torna a essere principalmente un mezzo di espressione individuale, dopo essere stata per tanto tempo anche il collante e al tempo stesso la linea di frizione di una relazione.

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