Byd aggira i dazi Ue con le Dolphin made in Thailandia

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il colosso cinese dell’auto elettrica, Byd, ha imbastito la sua contromossa all’imposizione dei dazi europei, che per le sue vetture assemblate in Cina ammontano a un onere complessivo del 30,7%, scomodando un alleato inaspettato: la Thailandia. La prima spedizione di 900 esemplari del modello Dolphin, prodotta nello stabilimento di Rayong, è salpata lunedì a bordo della portacontainer di proprietà Byd Zhengzhou, diretta verso i porti di Germania, Belgio e Regno Unito.

Quella thailandese, che formalmente costituisce produzione extra-cinese, rappresenta una via maestra per eludere i dazi punitivi – il 20,7% stabilito dall’Ue in aggiunta al dazio di base del 10% – il cui scopo dichiarato era proteggere il mercato interno dalla concorrenza aggressiva delle elettriche provenienti da Pechino. Una mossa, quella di Byd, che dimostra come la geografia produttiva globale, ormai iper-connessa, possa essere ridisegnata con agilità per superare barriere commerciali, per quanto elevate.

Non si tratta di un caso isolato, poiché anche altri costruttori, come Changan, stanno esplorando con attenzione le potenzialità offerte dal nuovo hub thailandese. Il Regno del Siam si sta così ritagliando un ruolo inedito e strategico, trasformandosi in un crocevia essenziale per l’esportazione di veicoli a zero emissioni verso l’Europa, il cui mercato automobilistico mostra da mesi segnali di affaticamento.

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