Dazi Usa-Ue: la proposta Ue di azzerare i dazi industriali e il ruolo di Meloni nel negoziato
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Redazione Esteri
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La Commissione europea ha presentato agli Stati Uniti una prima proposta per eliminare reciprocamente i dazi sui prodotti industriali, dalle automobili alle materie plastiche, passando per macchinari e beni chimici. L’offerta, avanzata dal commissario al Commercio Maroš Šefčovič durante il suo incontro a Washington con il segretario al Commercio americano Howard Lutnick lo scorso 19 febbraio, mira a ridurre le tensioni commerciali tra le due sponde dell’Atlantico. Ma il negoziato, che avrebbe potuto segnare una svolta, si è invece arenato, lasciando Bruxelles in attesa di sviluppi.
A complicare il quadro è l’atteggiamento dell’amministrazione Trump, nota per le sue posizioni protezionistiche e per l’imprevedibilità delle sue mosse. Se da un lato il presidente americano ha dichiarato che Stati Uniti e Ue «troveranno un accordo al 100%», dall’altro i diplomatici europei mostrano scetticismo. «Se lo dice lui…», commenta con ironia un funzionario Ue, mentre a Bruxelles si lavora già a un “piano B” nel caso in cui i colloqui dovessero fallire.
In questo contesto, l’unica speranza concreta di riavvicinamento sembra affidata al rapporto personale tra Donald Trump e Giorgia Meloni, l’unica leader europea presente alla sua cerimonia d’insediamento. La premier italiana, che ha incontrato il presidente americano alla Casa Bianca, potrebbe giocare un ruolo chiave nel facilitare un’intesa, anche se le istituzioni Ue mantengono un prudente silenzio, evitando di alimentare polemiche o aspettative.
Del resto, l’Europa ha scelto da tempo una linea pragmatica: ignorare le dichiarazioni più provocatorie di Trump, siano esse sui dazi o sulla guerra in Ucraina, e concentrarsi su negoziati discreti. Una strategia che è stata applicata anche durante la visita del presidente finlandese Alexander Stubb in Florida e che non ha fatto eccezione con l’incontro tra Meloni e Trump.




