Dazi Usa sui componenti auto, l’Europa sotto pressione nonostante l’alleggerimento
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Redazione Economia
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Nonostante la parziale retromarcia contenuta nell’ordine esecutivo firmato il 29 aprile dal presidente americano Donald Trump, i dazi del 25% sui componenti automobilistici importati dagli Stati Uniti sono entrati in vigore il 3 maggio, aggiungendosi a quelli già attivi dal 3 aprile sulle vetture finite. Una mossa che colpisce direttamente i produttori europei, Italia compresa, considerando il volume delle esportazioni verso il mercato statunitense. L’ultimo provvedimento, tuttavia, evita che si accumulino ulteriori tariffe – come quelle su acciaio e alluminio – sui materiali spesso utilizzati per la produzione di parti meccaniche.
Claudia Sheinbaum, presidente del Messico, ha commentato positivamente l’alleggerimento delle misure, collegandolo alla crescita del Pil nel primo trimestre. "Ricorderete che si parlava di recessione, invece c’è stata un’espansione", ha detto, sottolineando come, nonostante l’incertezza generata dalle politiche commerciali di Trump, il risultato sia incoraggiante.




