Sefcovic prevede dazi Usa al 20% per tutta l’Ue, settori italiani in allarme
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Redazione Interno
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Mentre le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Unione Europea si acuiscono, l’Eurocommissario al commercio internazionale, Maros Sefcovic, avrebbe anticipato – secondo quanto riportato dal Financial Times – che i dazi statunitensi sulle importazioni dall’Europa potrebbero stabilizzarsi attorno al 20%, applicandosi senza distinzioni a tutti i 27 Paesi membri. La notizia, circolata dopo alcuni colloqui a Washington, arriva in un momento già critico per diversi comparti produttivi europei, con l’Italia in prima linea per le possibili ripercussioni.
A subire i contraccolpi più immediati potrebbe essere il settore vinicolo, come sottolineato da Giovanni Busi, rappresentante di una delle principali associazioni di categoria. Le dichiarazioni del ministro Lollobrigida, apparse su La Stampa, hanno infatti rilanciato l’allarme per le minacce di tariffe fino al 200% sul vino italiano, con il Chianti tra i prodotti più esposti. «Non si tratta di una mera ipotesi negoziale», ha precisato Busi, evidenziando come migliaia di aziende rischino di trovarsi in grave difficoltà se le misure dovessero concretizzarsi.
Intanto, dalla Casa Bianca arrivano segnali che lasciano poco spazio all’ottimismo. Fonti vicine all’amministrazione Trump, citate da CNBC, hanno fatto trapelare che l’annuncio di nuovi dazi sulle auto europee potrebbe avvenire già nelle prossime ore, sebbene i tempi restino incerti. Il presidente americano, che in precedenza aveva concesso una proroga temporanea per il settore automobilistico, avrebbe ribadito in un incontro l’intenzione di introdurre misure "reciproche", anticipando potenzialmente la scadenza del 2 aprile.
A complicare il quadro, poi, c’è l’allarme lanciato da Salvatore Avena, segretario delle associazioni portuali della Spezia, secondo cui i dazi rischiano di danneggiare non solo le esportazioni, ma l’intera filiera logistica italiana. I porti, snodo vitale per il commercio internazionale, potrebbero vedere ridursi drasticamente i volumi di traffico, con ripercussioni a catena sull’economia nazionale. «Proteggere il settore non è più rinviabile», ha insistito Avena, sottolineando la necessità di interventi rapidi per scongiurare danni strutturali.




