Borsa Milano in picchiata per i dazi Usa, ma il panico non è la soluzione
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Redazione Economia
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I dazi imposti dagli Stati Uniti continuano a pesare sulle Borse europee, con Piazza Affari tra le più colpite. "Solo oggi i mercati del Vecchio Continente hanno bruciato 446 miliardi di dollari, di cui quasi 19 solo a Milano", ha spiegato l’analista finanziario Pietro Calì, sottolineando però che "non c’è motivo di farsi prendere dal panico, soprattutto quando si tratta di scelte di portafoglio". Le sue parole arrivano in un momento di forte tensione, con il Ftse Mib che ha chiuso in ribasso del 2,8%, attestandosi a 32.697 punti, mentre Francoforte e Parigi hanno perso rispettivamente il 3,3% e il 3,4%.
La situazione, già critica, è stata aggravata dalla risposta cinese, che ha alzato al 50% i dazi sulle importazioni statunitensi, portando complessivamente quelli sui prodotti americani all’84%. Una mossa che ha ulteriormente inasprito la guerra commerciale, scatenando un’ondata di vendite nei listini europei. Wall Street, al contrario, ha registrato un bilancio positivo, con l’S&P 500 in rialzo dello 0,75%, dimostrando una resilienza che manca invece alle piazze finanziarie d’Oltreatlantico.
Lo spread, intanto, resta su livelli elevati, con il differenziale tra Btp e Bund a 130 punti e il rendimento del decennale italiano al 3,86%. Tra i settori più penalizzati, quello energetico ha visto crollare Saipem (-7,4%) ed Eni (-5,5%), mentre nell’industriale Tenaris ha perso il 5,5% e Stellantis, nel comparto auto, si è fermata a -5,4%.




