Dazi, la controffensiva europea: dal 25% sulle merci Usa alla proposta di libero scambio
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Redazione Esteri
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Mentre i mercati finanziari, dopo il crollo di lunedì, tentavano di riprendersi dagli shock delle ultime ore, la Commissione europea ha deciso di passare alla controffensiva annunciando dazi del 25% su una serie di prodotti statunitensi a partire da maggio. Una mossa che, se da un lato risponde alla politica protezionistica di Donald Trump, dall’altro riapre il dibattito su quale strategia adottare: il modello Canada-Cina, più offensivo, quello negoziale scelto dal Messico, o una via intermedia che eviti di peggiorare la crisi senza però arrendersi alle imposizioni americane.
Ieri, tra le oscillazioni delle borse – con Milano che ha perso oltre il 7% e Francoforte addirittura il 9% – e i timidi segnali di apertura dello stesso Trump (pur escludendo la Cina), Bruxelles ha colto l’occasione per rilanciare una proposta avanzata già il 19 febbraio: un’esenzione totale reciproca sui prodotti industriali, compresi auto, chimica e farmaceutici. «Siamo pronti a concludere un buon accordo», ha ribadito la Commissione, senza però nascondere la volontà di difendere gli interessi europei con «contro-misure» se necessario.
Quella di ieri è stata una giornata che, al di là delle apparenze caotiche, ha seguito una logica precisa. Le borse mondiali, tra picchi e crolli, hanno mandato un messaggio chiaro al presidente americano: la guerra commerciale non conviene a nessuno, e le sue conseguenze potrebbero essere paragonabili a quelle di un conflitto nucleare in termini di danni economici. Wall Street, trascinando al ribasso le piazze europee, ha dimostrato quanto sia fragile l’equilibrio dei mercati di fronte a misure protezionistiche.




