Stellantis giù a Parigi, il titolo scivola sotto quota 4 euro

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Stellantis archivia un'altra seduta in territorio negativo a Parigi, con una flessione del 2,03 per cento che conferma la fase di debolezza del gruppo automobilistico italo-francese-statunitense. L'analisi settimanale del titolo rispetto al CAC40 evidenzia un cedimento in termini di forza relativa: la casa automobilistica fa peggio del mercato di riferimento, e lo scenario tecnico mostra un ampliamento della fase ribassista al test del supporto posto a 4,028 euro.

La situazione tecnica rimane dunque negativa.

Il titolo ha subito una nuova flessione ed è sceso sotto la soglia psicologica dei 4 euro, facendo registrare i minimi degli ultimi dodici anni. La tendenza primaria resta improntata al ribasso e soltanto il forte ipervenduto di breve termine può impedire un ulteriore cedimento, secondo quanto emerge dalle analisi di mercato.

Il quadro europeo del settore auto

A pesare sul comparto non c'è soltanto la dinamica del singolo titolo. Il settore automobilistico europeo ha subito un forte deterioramento dall'inizio del 2026, con l'indice STOXX 600 Automobiles & Parts che registra un calo di circa il 16 per cento, evidenziando le difficoltà che interessano l'intero comparto. Tra i principali fattori di pressione figurano l'instabilità geopolitica e la crescente concorrenza dei produttori cinesi, soprattutto nel segmento dei veicoli elettrici.

La seduta del 24 settembre si è rivelata particolarmente pesante per il gruppo. Il titolo ha chiuso a Piazza Affari a 3,964 euro, lasciando sul terreno il 4,31 per cento e aggiornando ancora una volta il minimo delle ultime cinquantadue settimane. Una nuova battuta d'arresto che arriva dopo settimane già molto complesse per il gruppo guidato da Antonio Filosa.

Le vendite non tengono il passo del mercato

A fornire ulteriori elementi di riflessione sono stati i dati sulle immatricolazioni diffusi da ACEA. Nel mese di agosto, le vendite di Stellantis di auto nuove nell'Unione europea, nel Regno Unito e nell'EFTA hanno riportato un rialzo inferiore rispetto a quello del mercato, che è salito del 5,3 per cento. Il gruppo ha registrato un incremento pari al 3,5 per cento su base annua, a 109.000 veicoli, nonostante il recupero dei marchi Fiat e Citroen. Soltanto aggiungendo la forte crescita di Leapmotor il gruppo è riuscito a fare meglio del mercato.

Il paragone con il trend del FTSE MIB segnala quanto il titolo abbia sottoperformato l'indice benchmark di Piazza Affari non soltanto nell'ultimo anno, ma negli ultimi cinque. Dall'inizio del 2026 il calo supera il 56 per cento, a fronte di un rialzo dell'indice principale. Numeri che fotografano una fase decisamente difficile per il gruppo, alle prese con un mercato automobilistico complesso e con l'attenzione degli investitori puntata sulle prossime mosse industriali.

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