Mediaset risponde alla Rai sul filone di Sandokan con la mossa di Kabir Bedi
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Redazione Cultura e Spettacolo
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In una mossa a sorpresa che riaccende la competizione televisiva sui grandi classici, Mediaset ha deciso di opporsi al gran finale della nuova serie Rai dedicata a Sandokan, quella con Can Yaman, riproponendo la versione originale che rese il personaggio un mito. Il gruppo di Cologno Monzese, infatti, ha scelto di mandare in onda, in prima e seconda serata, la miniserie "Il ritorno di Sandokan" con Kabir Bedi, quella stessa fiction che andò in onda negli anni Novanta su Canale 5 e che segnò l'ultimo capitolo delle avventure televisive della Tigre di Mompracem. Una scelta, questa, che non è casuale ma che punta a intercettare l'interesse del pubblico riacceso dalla nuova produzione, sfidandola sul suo stesso terreno con l'arma della nostalgia e dell'autenticità.
Il ritorno del volto storico del pirata
La fama di Kabir Bedi in Italia, del resto, è indissolubilmente legata alla figura nata dalla penna di Emilio Salgari, al punto che la sua interpretazione – divenuta un fenomeno culturale di ascolti senza precedenti – ne ha plasmato per sempre l'iconografia nell'immaginario collettivo. La decisione di Mediaset, quindi, riporta in video l'attore che più di ogni altro ha incarnato il personaggio, in una riproposizione stracult diretta da Enzo G. Castellari. Un'operazione che, sfruttando la riscoperta del filone, vuole ricordare come quella prima serie, lanciata nel gennaio del '76, abbia creato un legame duraturo tra lo spettatore e un volto preciso, quello di Bedi, che ancora oggi definisce l'identità visiva del pirata per intere generazioni.
Un legame che va oltre lo schermo
L'attore indiano, da parte sua, continua a custodire e rinnovare questo legame, anche lontano dalle scene. A dimostrarlo, proprio in coincidenza con il rinnovato interesse televisivo, c'è la sua ultima iniziativa imprenditoriale e solidale: la presentazione di "Action", una special edition di Prosecco DOC da lui firmata, realizzata in collaborazione con un'importante realtà vinicola e un'organizzazione non governativa veneziana. Il progetto, che si appresta a diventare un oggetto da collezione per i fan, è finalizzato a sostenere progetti in India a favore dell'infanzia e di categorie vulnerabili, mostrando come il personaggio abbia aperto strade che vanno ben oltre la finzione narrativa.
La sfida dell'audience tra novità e culto
La scelta del palinsesto, che punta a contrapporre il volto storico del pirata a quello dell'idolo televisivo contemporaneo, configura dunque una duplice sfida: da un lato, quella tra reti, dove Mediaset risponde alla Rai cavalcando il successo da essa generato; dall'altro, quella tra due modelli di divismo e di adattamento di un classico della letteratura popolare. Mentre una produzione investe sul carisma di un attore del momento, l'altra ripropone l'intramontabile fascino di un'interpretazione che è entrata nella storia della televisione italiana, lasciando che siano i telespettatori, con i loro ricordi e le loro preferenze, a decretare il vincitore di questa insolita serata dedicata alla Tigre della Malesia.




