Roma, il Ponte dell'Industria diventa ponte San Francesco d'Assisi dopo la riqualificazione
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Redazione Interno
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Gli ultimi interventi di risanamento e riqualificazione sul Ponte dell'Industria, storico viadotto che unisce i quartieri Ostiense e Marconi scavalcando il Tevere, si sono conclusi, sancendo non solo il pieno recupero funzionale dell'infrastruttura ma anche la sua nuova identità simbolica. L’opera, che era stata riaperta al traffico lo scorso marzo dopo i gravi danni provocati da un incendio nel 2021, è stata infatti ufficialmente intitolata a San Francesco d'Assisi, una scelta – come ha sottolineato il sindaco di Roma Roberto Gualtieri – dal forte valore spirituale e civile. L’intervento rientra nel più ampio programma di lavori per il Giubileo del 2025, per il quale Anas, in qualità di soggetto attuatore designato dal Commissario Straordinario di Governo, ha curato gli aspetti tecnici e progettuali, restituendo alla città un manufatto non solo sicuro ma anche esteticamente valorizzato.
Una cerimonia per la nuova intitolazione
Nel corso di una cerimonia istituzionale tenutasi il 12 dicembre, alla presenza delle massime autorità cittadine e di governo, è stata svelata una statua bronzea dedicata al "poverello" di Assisi, la cui collocazione presso il ponte assume un significato particolare in vista delle celebrazioni per l'ottavo centenario dalla morte, fissate per il 2026. All'evento, oltre al primo cittadino Gualtieri, hanno partecipato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e il vicepresidente del Consiglio nonché ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, i quali hanno rimarcato l’importanza di un’opera che coniuga il recupero della funzionalità viaria a un messaggio universale di pace e fratellanza. Era presente, tra gli altri, anche l’amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme, a rappresentare l’azienda che ha materialmente curato i lavori di ripristino e messa in sicurezza della struttura.
Il significato di una scelta simbolica
La proposta di intitolare il ponte a San Francesco, avanzata dal comitato nazionale per le celebrazioni dell’anniversario francescano e successivamente approvata dalla Giunta Capitolina, mira a legare permanentemente una delle personalità spirituali più venerabili al tessuto urbano e sociale di Roma. Il sindaco Gualtieri, commentando la scelta in margine all’inaugurazione, l’ha definita "bellissima", osservando come il santo, noto per la sua dedizione ai poveri, per il culto delle opere e per l’amore verso il creato, trasmetta valori che un ponte, per sua natura luogo di passaggio e di connessione, è chiamato a simboleggiare. Si tratta, nelle sue parole, di un intervento che possiede un "alto valore spirituale e civile", inserendosi in un quadro di opere pubbliche di qualità che vanno oltre la mera dimensione materiale.
Il recupero dopo l'incendio e il ruolo di Anas
Il percorso che ha portato alla rinascita del ponte è partito dalle ceneri del rogo divampato nel 2021, un episodio di cronaca nera che ne aveva compromesso la stabilità e l’agibilità, costringendo a una lunga e complessa opera di ricostruzione. Anas, su mandato del Commissario Straordinario per il Giubileo Roberto Gualtieri, ha pianificato ed eseguito una serie di lavori strutturali e di finitura, i quali, concludendosi ora, hanno restituito alla collettività un’infrastruttura completamente riqualificata. L’azione dell’azienda del Gruppo FS si è concentrata sul consolidamento delle parti danneggiate e su un generale ammodernamento, garantendo così che il ponte, oltre a celebrare un nuovo patrocinio, assolvesse in piena sicurezza al suo ruolo primario di viadotto di collegamento.




