Schifani propone di intitolare il ponte sullo Stretto a Berlusconi, mentre i No Ponte scendono in piazza

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il presidente della Regione Sicilia, Renato Schifani, ha avanzato l’idea di dedicare il futuro ponte sullo Stretto a Silvio Berlusconi, definendolo «un anello di trasmissione di una rete di infrastrutture moderna ed efficiente». Durante un’intervista a La Sicilia, Schifani ha ribadito l’importanza dell’opera, inserendola in un contesto più ampio di cantieri già attivi nell’isola, come quelli per il potenziamento della A19 Palermo-Catania – di cui è commissario – e gli interventi previsti sulle tratte Messina-Catania, Catania-Ragusa e Palermo-Agrigento. «La Sicilia è un cantiere in piena attività», ha sottolineato, lasciando intendere che il ponte rappresenti solo il tassello più visibile di una trasformazione più ampia.

Non tutti, però, condividono questo ottimismo. A Messina, pochi giorni dopo l’approvazione del progetto definitivo, si è tenuta la prima manifestazione dei cosiddetti No Ponte, che hanno promesso una resistenza dura, sul modello dei No Tav. «Non passerete!», ha gridato una delle organizzatrici del corteo, annunciando iniziative per bloccare l’avvio dei lavori. Le proteste si aggiungono alle critiche sollevate da alcuni analisti, come quelle ironiche di Michele Serra su Repubblica, che ha parlato di «uccelli del malaugurio» in riferimento alle polemiche sul progetto sostenuto dal governo Meloni.

Intanto, uno studio di Unimpresa ha calcolato che serviranno almeno trent’anni per ammortizzare l’investimento iniziale, stimato in 13 miliardi di euro. Secondo il centro studi, però, i ricavi potrebbero arrivare già dal primo anno, con un flusso annuo compreso tra 535 e 800 milioni di euro, trainato dal passaggio di 25 milioni di veicoli e 36mila treni. Numeri che, se confermati, potrebbero ridisegnare non solo la mobilità tra Sicilia e Calabria, ma anche gli equilibri economici del Mezzogiorno

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