Attacchi di droni ucraini colpiscono raffineria Gazprom e consorzio del Caspio: strategia di sabotaggio si intensifica

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un nuovo, imponente pennacchio di fumo nero si è alzato da uno dei complessi petrolchimici più importanti della Russia, lo stabilimento Gazprom Neftekhim Salavat in Bashkortostan, colpito nella notte da droni ucraini. L'attacco conferma una strategia precisa e sempre più audace, portata avanti da Kiev, che punta a minare le fondamenta stesse dell'economia russa.

Danni alla raffineria Gazprom e la portata degli attacchi

L'attacco alla raffineria Gazprom, il secondo in soli sette giorni, dimostra come questi impianti non siano più considerati un rifugio sicuro. Le autorità locali devono ancora valutare l'entità dei danni, ma le immagini diffuse mostrano una colonna di fumo talmente densa da oscurare parzialmente la visuale sulla città. È significativo che l'impianto, situato a circa 1.200 chilometri dal confine ucraino, sia stato colpito, a dimostrazione di una portata dei raid sempre più ampia.

L'obiettivo sensibile del Caspian Pipeline Consortium

La campagna di sabotaggio non si è limitata alla raffineria. Nella stessa notte, un drone ha danneggiato gli uffici del Caspian Pipeline Consortium (CPC) a Novorossiysk. Questo terminale è cruciale per l'esportazione del greggio kazako verso i mercati internazionali. Colpire il CPC, un'infrastruttura gestita da una joint venture con interessi russi, kazaki e occidentali, segna un'evidente escalation e tocca un nervo scoperto non solo per Mosca, ma anche per i suoi partner in Asia Centrale.

La posizione intransigente del Cremlino

La posizione di Mosca rimane ferma, come ribadito dal portavoce del Cremlino, insistendo sul fatto che la Russia "continua la guerra per il proprio futuro" e che "non ha alternative". Questa retorica, che esclude qualsiasi apertura negoziale, si scontra però con la crescente pressione sulle reti logistiche e industriali del paese. Gli attacchi stanno logorando non solo le infrastrutture fisiche, ma anche la percezione di invulnerabilità che il governo russo ha cercato di costruire.

La crescente tensione regionale e il ruolo della Nato

Intanto, la cornice regionale in cui si inseriscono questi eventi si fa più complessa. Dopo i droni precipitati in Polonia, l'Estonia ha invocato consultazioni urgenti nella Nato a seguito del ritrovamento di velivoli non identificati. La frequenza di questi incidenti mette a dura prova la coesione dell'Alleanza, costretta a bilanciare le diverse sensibilità delle capitali europee sulla postura da mantenere verso Mosca, mentre la guerra assume forme sempre più ibride.

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