Scontri a Bologna, 19 persone in ospedale e polemica sugli idranti
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Redazione Interno
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Gli scontri di sabato 24 ottobre a Bologna hanno provocato 32 interventi del 118 e il trasporto di 19 persone in ospedale. Il bilancio comprende tre arresti, otto denunce e danni stimati in almeno 100 mila euro. A suscitare particolare indignazione sono stati i video di un giovane manifestante che ha accusato un malore mentre veniva immobilizzato dalla polizia e quelli che mostrano gli idranti colpire anche l'ambulanza intervenuta per soccorrerlo.
Il giovane immobilizzato in via Marconi e il malore durante il fermo
L'episodio più controverso si è verificato poco prima delle 21, sotto i portici di via Marconi. Un gruppo di manifestanti stava inveendo contro gli agenti quando alcuni poliziotti hanno iniziato a inseguirli. Uno dei giovani è stato afferrato per il cappuccio della felpa e gettato a terra. Le immagini diffuse sui social mostrano un agente che lo immobilizza tenendogli un ginocchio sulla schiena, mentre al ragazzo viene tolto il passamontagna. Il giovane grida aiuto e successivamente manifesta difficoltà respiratorie. Le persone presenti protestano contro le modalità del blocco, segnalando agli agenti che il manifestante fatica a respirare. La sequenza ha provocato reazioni particolarmente dure sui social, dove i filmati sono stati condivisi e commentati.
Durante i soccorsi, il ragazzo viene girato su un fianco e assistito da personale sanitario. L'ambulanza impiega oltre venti minuti per raggiungere il punto dell'intervento, ostacolata anche dalle barricate presenti lungo la strada. Il manifestante viene trasportato all'ospedale Maggiore in codice di media gravità e dimesso nel corso della notte. Un'ulteriore polemica nasce dalle immagini dei getti d'acqua utilizzati dalla polizia per disperdere i dimostranti: l'idrante colpisce anche il mezzo sanitario mentre si trova ancora nella zona. I filmati documentano la sequenza, ma non consentono da soli di stabilire le ragioni operative dell'impiego dell'idrante in quel momento.
Il bilancio sanitario e i provvedimenti della questura
I dati definitivi comunicati dall'Ausl indicano che dieci persone sono state accompagnate al Maggiore, sei al Sant'Orsola e tre all'ospedale di Bentivoglio. Tra gli interventi sanitari figurano casi di bassa e media gravità, oltre a persone assistite direttamente sul posto. La questura ha comunicato anche il ferimento di 24 appartenenti alle forze dell'ordine. Le operazioni di identificazione hanno coinvolto centinaia di persone, alcune delle quali accompagnate negli uffici di polizia. Sul piano amministrativo sono stati disposti quattro fogli di via e due Daspo urbani. Arresti e denunce costituiscono provvedimenti distinti e non equivalgono ad accertamenti definitivi di responsabilità penale.
La manifestazione era cominciata nel pomeriggio, con diversi gruppi confluiti in piazza del Nettuno prima di muoversi attraverso il centro. Le tensioni più forti si sono sviluppate quando una parte del corteo ha tentato di proseguire verso la stazione ferroviaria, incontrando lo schieramento delle forze dell'ordine in piazza dei Martiri. Sono seguiti lanci di pietre, bottiglie e altri oggetti, ai quali gli agenti hanno risposto con cariche, lacrimogeni e mezzi antisommossa. Alcuni partecipanti hanno utilizzato cassonetti, biciclette e transenne dei cantieri per costruire barricate. In via Riva di Reno sono stati appiccati incendi, mentre negozi e locali hanno abbassato le serrande, con clienti e lavoratori temporaneamente bloccati all'interno.
Vetrine infrante, furti e danneggiamenti nel centro cittadino
Tra gli episodi documentati figura il saccheggio del negozio Nike di via Rizzoli. Un video pubblicato sui social dall'ex consigliere regionale Giovanni Favia mostra alcuni giovani incappucciati, uno dei quali impugna un bastone, mentre entrano nel punto vendita dopo averne infranto le vetrine e portano via capi di abbigliamento. Le prime ricostruzioni avevano riferito soltanto della distruzione delle superfici vetrate, senza menzionare furti. La registrazione ha permesso di individuare anche questa seconda fase dell'episodio, senza stabilire l'identità dei responsabili.
Altri filmati mostrano un bancomat distrutto, un autobus con i finestrini danneggiati, una pensilina colpita e distributori automatici devastati. Sono stati divelti anche elementi della segnaletica stradale e danneggiati alcuni semafori. In via Lame, durante la distruzione di un distributore di tabacchi, altri partecipanti alla protesta hanno contestato gli autori del gesto invitandoli ad allontanarsi dal corteo. Alle prime ore del mattino successivo gli operatori di Hera hanno avviato la pulizia delle strade e la rimozione dei materiali abbandonati durante i disordini. Le associazioni dei commercianti hanno chiesto di interrompere l'organizzazione dei cortei nel centro cittadino durante i fine settimana, denunciando le conseguenze delle violenze sulle attività economiche.
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