Scontri a Roma durante il corteo per la Palestina, polizia usa idranti e manganelli
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Redazione Interno
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Idranti e manganellate hanno segnato il pomeriggio romano di ieri, durante il corteo indetto per la Palestina, che si prefiggeva di mantenere alta l’attenzione su quanto accade nella striscia di Gaza. La manifestazione, convocata da un ampio spettro di soggetti, tra i quali spiccavano Usb e Arci Roma, dopo il successo dell’assemblea cittadina della scorsa settimana, intendeva simbolicamente toccare due luoghi considerati emblematici: l’ambasciata israeliana, situata nel quartiere Parioli, e l’Auditorium Parco della Musica, dove è in corso la Festa del Cinema di Roma. L’obiettivo dichiarato, come ribadito più volte dagli organizzatori, era quello di «tenere i riflettori accesi» sulle responsabilità di Israele, accusato di genocidio, e sulle complicità dei governi europei, con un particolare riferimento a quello italiano, affinché non venisse passato, usando le loro stesse parole, «un colpo di spugna» su crimini e alleanze.
Il cambio di linea delle forze dell'ordine
Quella che, dopo almeno due mesi di dialogo e di iniziative concluse senza gravi incidenti, era stata una gestione tollerante delle proteste, ha visto ieri una brusca inversione di rotta da parte di Questura e Prefettura. Il diktat, impartito senza apparenti preavvisi, è stato inequivocabile: nessuna bandiera palestinese avrebbe potuto sventolare nei pressi della sede diplomatica israeliana. Di conseguenza, ai circa duemila partecipanti, che da un iniziale sit-in avevano poi dato vita a un corteo in movimento, è stato impedito in modo netto di proseguire lungo il percorso che si erano prefissati, un blocco che ha immediatamente inasprito gli animi e creato i presupposti per la successiva escalation.
La tensione sfocia negli scontri
Momenti di forte tensione si sono registrati quando il Reparto mobile è intervenuto per disperdere la folla, che non accettava di essere fermata. La situazione, già tesa, è degenerata rapidamente in una serie di scontri, durante i quali le forze dell’ordine hanno fatto ricorso, per contenere e disperdere i manifestanti, agli idranti e ai manganelli. Le cariche si sono susseguite contro un corteo che, fino a quel momento, era rimasto di carattere pacifico, mentre dagli altoparlanti risuonavano slogan come «I veri terroristi sono dentro l’ambasciata di Israele», urlati da un noto esponente dei movimenti per il diritto alla casa.
Il bilancio di una giornata di protesta
La strategia di non concedere alcuno spazio alla proposta di sfilare ha di fatto trasformato una mobilitazione nata con l’intento di dare continuità alla protesta in una serrata operazione di ordine pubblico. L’uso degli idranti, in particolare, ha caratterizzato visivamente la protesta, bagnando e disperdendo gruppi di persone che tentavano di resistere alla pressione delle forze dell’ordine. La giornata si è così conclusa senza che il corteo potesse avvicinarsi né all’ambasciata né alla «vetrina» della Festa del Cinema, segnando una frattura evidente dopo il periodo di dialogo degli scorsi mesi e lasciando sul selciato il peso di una repressione che ha impedito il regolare svolgimento della manifestazione.




