Moody's valuta i conti pubblici, per l'Italia si attende una possibile promozione storica
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Redazione Economia
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L'attesa, a Palazzo Chigi e non solo, è palpabile in queste ore che precedono il verdetto di Moody's sui conti pubblici italiani, un responso che molti analisti, citando le voci che circolano con insistenza, non escludono possa trasformarsi in una "storica promozione". L'agenzia di rating statunitense, da sempre considerata la più prudente e severa tra le sue concorrenti, potrebbe infatti decidere di alzare il giudizio sul nostro paese, che da ventitré anni non riceve un simile miglioramento e il cui rating è attualmente fermo al livello Baa3. Una possibilità, questa, che si inserisce in un clima di maggiore fiducia, come dimostra l'andamento sereno dei titoli di Stato: il rendimento del Btp decennale, in giornate come queste particolarmente sensibili ai segnali esterni, ha infatti registrato un calso di 4 punti base, assestandosi al 3,44%.
Un percorso di progressi significativi
Secondo gli strategist di UniCredit, i cui commenti sono riportati dall'agenzia di stampa Agi, l'Italia avrebbe compiuto "progressi significativi" nel periodo successivo alla pandemia, riuscendo a sfruttare il mutato quadro della governance economica europea per rafforzare la propria credibilità negli impegni di bilancio. L'obiettivo dichiarato, che sembra aver trovato ascolto presso gli analisti, è quello di ridurre, nel medio termine, l'elevato rapporto tra debito pubblico e Prodotto interno lordo, un percorso che richiede disciplina e che, se confermato, potrebbe giustificare la revisione al rialzo. Del resto, un primo segnale incoraggiante era già arrivato lo scorso maggio, quando Moody's aveva deciso di migliorare l'outlook, portandolo da "stabile" a "positivo", una mossa che spesso anticipa un upgrade vero e proprio.
Il contesto dei mercati e la fiducia degli investitori
Il mercato obbligazionario, a differenza di quello azionario, ha mostrato una relativa tranquillità, interpretando le voci sull'upgrade come un elemento di sostegno per i titoli di Stato. Il rendimento del Btp a dieci anni, come accennato, è sceso al 3,45%, con lo spread rispetto al Bund tedesco che si è contratto a 76,16 punti base. Questo andamento riflette un sentimento di ottimismo che va al di là della singola seduta, suggerendo una crescente convinzione tra gli investitori circa la solidità della traiettoria di risanamento dei conti pubblici. Alcuni di loro, come sottolineato da un analista di UniCredit, vedono nei Btp un'opportunità di acquisto che potrebbe persistere anche nel prossimo mese.
La lunga attesa per un cambio di passo
La decisione di Moody's, attesa per la serata di oggi, assume un peso particolare se si considera che l'ultima volta che l'agenzia concesse una promozione all'Italia risale al lontano maggio del 2002, quando il giudizio fu portato da Aa3 ad Aa2. Da allora, il percorso è stato piuttosto accidentato, segnato da crisi finanziarie e da periodi di instabilità politica, che hanno contribuito a erodere la valutazione fino ai livelli attuali. Il miglioramento dell'outlook di maggio, motivato con "una performance di bilancio migliore del previsto e un quadro politico più stabile", aveva già acceso le speranze, che oggi potrebbero trovare piena conferma in quella che molti, non a caso, definirebbero una svolta epocale dopo più di due decenni.




