Caso Delmastro, le chat negate dal Parlamento arrivano in Procura

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Caso Delmastro entra in una nuova fase dopo il deposito in Procura a Roma delle chat tra Andrea Delmastro Delle Vedove e Mauro Caroccia, consegnate dall’avvocato Fabrizio Gallo. Il legale dei Caroccia ha inviato una memoria con tutte le conversazioni tra l’ex sottosegretario alla Giustizia e il suo assistito, già condannato come prestanome del clan Senese, chiedendo che vengano acquisite nell’inchiesta sul ristorante romano Bisteccheria d’Italia. La decisione arriva dopo il voto negativo della Giunta per le autorizzazioni della Camera sulla richiesta della procura di ottenere le conversazioni.

La vicenda riguarda i messaggi scambiati tra Delmastro e Mauro Caroccia in relazione alla società Le 5 Forchette e al ristorante Bisteccheria d’Italia, attività di cui erano soci. La procura di Roma aveva chiesto di poter utilizzare le chat nel fascicolo dei pm della Dda che indagano per intestazione fittizia di beni e riciclaggio dei soldi del clan Senese. Dopo il No espresso dalla Giunta per le autorizzazioni di Montecitorio, si attende il voto dell’Aula previsto per la settimana successiva, mentre il materiale è stato comunque trasmesso dalla difesa degli indagati.

Le chat depositate dalla difesa di Mauro Caroccia

L’avvocato Fabrizio Gallo, difensore di Mauro e Miriam Caroccia, ha spiegato di aver depositato alla Procura di Roma una memoria contenente tutte le chat tra il suo assistito e Andrea Delmastro. Secondo il legale, le conversazioni dovranno essere acquisite per entrare negli atti dell’indagine. Mauro Caroccia è già stato condannato in via definitiva per intestazione fittizia di beni con l’aggravante di aver agevolato il clan dei Senese, mentre nell’inchiesta sul ristorante Bisteccheria d’Italia risultano coinvolti anche altri aspetti legati alla società e ai rapporti tra i soggetti interessati.

Il deposito delle conversazioni ha aggiunto un nuovo elemento al confronto sull’utilizzo delle chat nell’inchiesta. Da una parte c’è la richiesta della procura di Roma di acquisire il materiale, dall’altra il tema del rapporto tra il diritto alla difesa e il diritto all’immunità parlamentare. L’avvocato Gallo ha richiamato una sentenza della Corte Costituzionale del 2007, sostenendo che il diritto alla difesa prevalga in questo tipo di situazione. La questione potrebbe quindi essere affrontata nella fase dibattimentale del procedimento.

La posizione di Andrea Delmastro dopo il deposito

Andrea Delmastro ha accolto il deposito delle chat sostenendo che le conversazioni potranno contribuire a chiarire la vicenda. L’ex sottosegretario alla Giustizia ha dichiarato di non avere problemi rispetto all’acquisizione dei messaggi e ha affermato che il loro contenuto dimostrerà la sua estraneità e quella dell’attività di ristorazione a qualsiasi logica criminale. Delmastro ha inoltre precisato che le interlocuzioni con Caroccia erano di carattere amichevole e tipiche del dialogo con un ristoratore romano del quale, secondo quanto dichiarato, non avrebbe mai supposto coinvolgimenti con ambienti criminali.

Il confronto sulle conversazioni ruota quindi attorno al valore delle chat nell’indagine sul ristorante Bisteccheria d’Italia e alla possibilità che il loro contenuto venga inserito nel fascicolo della procura. La richiesta iniziale dei magistrati si è scontrata con il voto della Giunta per le autorizzazioni della Camera, mentre la difesa di Mauro e Miriam Caroccia ha scelto di consegnare direttamente il materiale ai pm. L’evoluzione della vicenda dipenderà anche dalle decisioni che verranno prese sul percorso parlamentare e giudiziario delle conversazioni.

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