Violamania: Fagioli ricorda Borja Valero, la Juve paga il prezzo delle scelte sbagliate
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Redazione Sport
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Nicolò Fagioli, ieri sera a Firenze, ha regalato una prestazione che ha riportato alla mente i tempi d’oro di Borja Valero, quel centrocampista spagnolo che, con la maglia della Fiorentina, ha scritto pagine di calcio elegante e raffinato. Un paragone che, per i tifosi viola, potrebbe suonare quasi sacrilego, considerando il culto che ancora oggi circonda “Il Sindaco”, come viene affettuosamente chiamato Valero a Firenze. Eppure, il giovane Fagioli, con i suoi due assist decisivi e una regia che ha messo in difficoltà la sua ex squadra, ha dimostrato di avere quel tocco di classe che la Juventus, forse troppo frettolosamente, ha lasciato sfuggire.
La sconfitta per 0-2 contro la Fiorentina è solo l’ultimo capitolo di una stagione che, per i bianconeri, sta assumendo i contorni di un vero e proprio incubo. Dopo il pesante 0-4 subito dall’Atalanta, il tonfo di Firenze ha ulteriormente aggravato una situazione già critica, spingendo la Juventus al quinto posto in classifica, a un solo punto dal Bologna e con nove partite ancora da giocare. Un campionato che, nonostante le premesse iniziali, rischia di trasformarsi in una lunga agonia, con la squadra di Thiago Motta – alla quale è stata confermata la fiducia dal direttore sportivo Cristiano Giuntoli – che sembra aver perso non solo qualità e talento, ma soprattutto carattere.
Fagioli, insieme a Fabio Miretti e Nicolò Rovella, rappresenta uno di quei giovani che la Juventus ha lasciato andare, forse troppo in fretta, inseguendo l’illusione di colpi di mercato più eclatanti. Eppure, proprio ieri, è stato proprio lui a mettere in mostra tutto il suo potenziale, regalando alla Fiorentina una vittoria che, al di là dei tre punti, ha un valore simbolico enorme. “Mi sono comprato al fantacalcio, spero contino come assist”, ha scherzato Fagioli a fine partita, con un sorriso che non nascondeva la soddisfazione per una prestazione che, di fatto, ha ribadito il suo valore.
La Juventus, invece, si ritrova a fare i conti con una crisi che non è solo tecnica, ma anche gestionale. Le scelte di mercato, che hanno privilegiato nomi altisonanti piuttosto che puntare su giovani come Fagioli, stanno mostrando tutte le loro criticità. E mentre i bianconeri arrancano, i ragazzi che hanno lasciato Torino continuano a brillare altrove, diventando un rimpianto che pesa come un macigno.




