Trump valuta nuovi aiuti all’Ucraina mentre Lavrov e Kim stringono l’asse anti-Nato
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Redazione Esteri
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Mentre la Russia continua la sua offensiva nel Donetsk, dove ha annunciato la presa del villaggio di Mirne – ribattezzato con un nome che rievoca l’era sovietica –, gli Stati Uniti potrebbero essere sul punto di compiere una svolta nella loro politica di sostegno a Kiev. Fonti vicine all’amministrazione Trump hanno rivelato alla Cbs che il presidente starebbe valutando, per la prima volta dal suo insediamento, nuovi finanziamenti per l’Ucraina, oltre alla possibilità di inviare ulteriori armi difensive. Una mossa che, se confermata, segnerebbe un cambiamento significativo rispetto alle recenti sospensioni di alcune spedizioni militari.
L’arrivo a Kiev dell’inviato speciale statunitense Keith Kellogg, ex generale che dovrebbe rimanere nel Paese per tutta la settimana, alimenta ulteriormente le speculazioni su un possibile annuncio della Casa Bianca. Resta da vedere se si tratterà di un inasprimento delle sanzioni contro Mosca – già più volte minacciato – o di un pacchetto di aiuti più sostanzioso, in risposta all’escalation russa. Intanto, il Cremlino prosegue la sua campagna di bombardamenti, che nell’ultima settimana ha visto il lancio di oltre 1.800 droni, 1.200 bombe e 83 missili, con un bilancio di almeno sette vittime e ventuno feriti.
Sul fronte diplomatico, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov e il leader nordcoreano Kim Jong-un hanno ribadito la loro opposizione alla Nato, definendosi “l’alternativa” all’alleanza atlantica. Una retorica che, se da un lato consolida l’asse tra Mosca e Pyongyang, dall’altro rischia di inasprire ulteriormente le tensioni con Washington. Trump, che in passato aveva mostrato aperture verso Putin, sembra ora orientato a un maggiore sostegno a Kiev, anche se le modalità e i tempi restano incerti.




