Trump smentisce Lavrov: "Stronzate, gli Usa non lasceranno sola l'Ucraina"
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Redazione Esteri
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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha respinto con toni duri e inequivocabili le dichiarazioni del ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, che aveva insinuato un possibile disimpegno americano dal conflitto in Ucraina. "Lavrov dice stronzate", ha affermato Trump, chiudendo qualsiasi spazio a illazioni su un ripensamento unilaterale di Washington. La posizione dell’amministrazione, per quanto in evoluzione, rimane ancorata all’impegno di supportare Kiev, sebbene con modalità che – come rivelato dal Financial Times – segnano una significativa ridefinizione degli obblighi strategici.
Secondo la ricostruzione del quotidiano britannico, basata su fonti europee e ucraine, gli Stati Uniti si sono dichiarati pronti a fornire un contributo sostanziale alla sicurezza futura dell’Ucraina, seppur a precise condizioni. Washington è disposta a mettere in campo risorse di intelligence avanzate e a garantire una forma di supervisione militare sul campo, offrendosi inoltre di partecipare a uno scudo di difesa aerea a guida europea che potrebbe istituire una no-fly zone per la protezione dello spazio aereo ucraino. Questo pacchetto di aiuti, che rappresenta un cambio di passo rispetto alle precedenti aperture, è però vincolato a un impegno massiccio e diretto degli alleati continentali.
La proposta americana, definita ancora reversibile dalle stesse fonti, richiederebbe infatti ai Paesi dell’Unione Europea di dispiegare in territorio ucraino decine di migliaia di soldati, assumendosi così l’onere primario della presenza fisica e della stabilizzazione. Il piano di sicurezza discusso nelle capitali occidentali includerebbe, oltre al supporto aereo e informativo, la creazione di una zona cuscinetto smilitarizzata lungo la linea di contatto, la cui sorveglianza potrebbe essere affidata a forze di pace neutrali di un Paese terzo, da concordare tra le parti in causa.




