Trump smentisce Lavrov: "Stronzate", gli Usa non lasceranno sola Kiev
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Redazione Esteri
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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha duramente smentito le dichiarazioni del ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, il quale aveva insinuato un possibile disimpegno americano dal conflitto ucraino. "Lavrov dice stronzate", ha affermato Trump in un breve scambio con i giornalisti, chiudendo così, in modo perentorio, ogni speculazione su un ripensamento unilaterale di Washington. La posizione dell'amministrazione, al contrario, sembra articolarsi in una proposta strategica di più lungo periodo, come riportato dal Financial Times.
Secondo il quotidiano britannico, infatti, gli Stati Uniti si sono detti pronti a fornire garanzie di sicurezza a Kiev per il difficile dopoguerra, assumendo un ruolo di "supervisori" del sostegno militare e tecnologico. Questa disponibilità, però, sarebbe vincolata a una condizione precisa e gravosa per gli alleati europei: l'impegno formale a dispiegare in territorio ucraino decine di migliaia di soldati, con il compito di fungere da forza di stabilizzazione e deterrenza. Una mossa che, sebbene ancora reversibile secondo le fonti della testata, segna una netta discontinuità con le precedenti posizioni.
Nel frattempo, la guerra continua a mietere vittime innocenti e a colpire infrastrutture civili. Nelle ultime ventiquattr'ore, gli attacchi russi hanno causato la morte di due persone e il ferimento di altre ventotto in diverse regioni del paese. L'Aeronautica Militare ucraina ha reso noto di aver abbattuto settantaquattro dei novantacinque droni lanciati durante la notte, benché ventuno di essi siano riusciti a colpire altrettanti obiettivi in nove località distinte. Il presidente Volodymyr Zelensky ha denunciato le conseguenze dei raid, che hanno lasciato senza corrente elettrica oltre centomila famiglie, aggravando ulteriormente le condizioni di vita della popolazione stremata.




