Usa pronti a finanziare Kiev mentre Lavrov e Kim si dichiarano "anti Nato"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   New York – Mentre la Russia intensifica i suoi attacchi sull’Ucraina, colpendo nella notte tra venerdì e sabato Kiev, Kharkiv e Lutsk con un bilancio di tredici morti e 46 feriti, il presidente americano Trump starebbe valutando non solo nuove forniture militari ma anche un sostegno finanziario diretto a Zelensky. Una mossa che, se confermata, segnerebbe una prima volta dalla sua elezione, secondo quanto riportato dalla Cbs citando fonti diplomatiche.

Le parole del leader ucraino, che ha chiesto ai partner internazionali "azioni concrete e non solo segnali" per contrastare l’offensiva russa, sembrano aver trovato un’eco parziale nella Casa Bianca. Dopo aver sospeso temporaneamente alcune spedizioni di armamenti, l’amministrazione Trump avrebbe infatti riaperto i canali delle forniture, includendo persino la possibilità di inviare "armi difensive aggiuntive". Tra queste, spiccano i sistemi Patriot Mim-104, fondamentali per intercettare missili balistici e da crociera, oltre a lanciarazzi, munizioni per obici e missili aria-aria per gli F-16.

Intanto, il Cremlino continua a inasprire la sua retorica interna. Putin ha recentemente bollato l’uso di parole straniere nei documenti ufficiali come "una minaccia", mentre il ministro degli Esteri Lavrov, insieme al leader nordcoreano Kim Jong-un, ha ribadito il ruolo di Mosca e Pyongyang come "alternativa all’egemonia della Nato". Una posizione che, al di là delle dichiarazioni, non sembra attenuare l’isolamento diplomatico della Russia, né frenare le sanzioni secondarie imposte dagli Stati Uniti ai suoi alleati.

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