Bagnaia in crisi al Balaton Park, Marquez subito a suo agio: il venerdì ungherese in MotoGP
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Redazione Sport
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Il debutto della MotoGP sul nuovissimo tracciato del Balaton Park, in Ungheria, ha immediatamente messo in luce quelle che, per molti, sono le gerarchie di una stagione 2025 tanto sorprendente quanto deludente per alcuni big. La pista magiara, un intrico di curve lente e spezzate che premia l'agilità e un freno deciso, ha infatti offerto un perfetto spaccato dei problemi tecnici che affliggono il vicecampione del mondo in carica, Francesco Bagnaia, il quale ha chiuso la prima giornata di prove in una inedita e amara quattordicesima posizione.
Il pilota torinese, costretto a passare per il trafilato del Q1, non ha usato mezzi termini nel descrivere le sensazioni negative provate in sella alla sua Ducati GP25. “Sapevo che con la GP25 qui avrei faticato”, ha ammesso con una rassegnazione che ormai sembra accompagnarlo da gran parte di questa annata. La natura “stop&go” del circuito, come lui stesso l'ha definita, evidenzia in maniera plateale il principale tallone d’Achille della sua moto: la frenata. “È una pista che riassume i problemi del 2025. In staccata ho sempre fatto la differenza, ora non posso aggiustarla”, ha aggiunto Bagnaia, lasciando trapelare una frustrazione che va ben oltre le mere prestazioni di un singolo venerdì e che, inevitabilmente, orienta già i pensieri verso la GP26.
Sul fronte opposto della box Ducati, Marc Marquez ha invece dimostrato da subito una sintonia invidiabile con il tracciato ungherese. L’otto volte campione del mondo, attuale leader della classifica piloti, ha spento il cronometro in prima posizione già nella sessione libere del mattino, per poi consolidarsi in seconda in quella pomeridiana. Una performance che, seppur iniziale, conferma la sua straordinaria capacità di adattamento e la bontà di una Ducati che, nelle sue mani, sembra non avere i medesimi limiti lamentati dal compagno di team. Lo spagnolo ha peraltro sottolineato come le curve strette rappresentino un punto debole per la Desmosedici, un elemento che rende la sua velocità ancor più significativa.




