La ventisettesima giornata regala all'Inter la fuga solitaria, il Como sogna in grande e il Napoli strappa tre punti d'oro nel recupero

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il turno infrasettimanale, o meglio quel che ne resta nel calendario fittizio di una stagione ormai agli sgoccioli, ha consegnato alla Serie A verdetti piuttosto chiari per quanto concerne la testa della classifica e ambizioni fino a ieri celate di alcune realtà provinciali. La squadra di Cristian Chivu, l'Inter, ha infatti superato senza particolari patemi d'animo il Genoa, imponendosi per due reti a zero davanti al pubblico amico del Giuseppe Meazza, risultato che proietta i nerazzurri a quota sessantasette punti e che permette loro di allungare ulteriormente il passo sul Milan, secondo in graduatoria ma atteso domenica prossima dal derby cittadino, e sulle inseguitrici, guadagnando un margine che inizia ad assumere i contorni della fuga vera e propria. La rete che ha sbloccato l'incontro, un elegante e potente conclusione al volo di Federico Dimarco sul finire del primo tempo, ha indirizzato la gara sui binari giusti, mentre nella ripresa il rigore trasformato da Hakan Calhanoglu, abile a spiazzare l'estremo difensore ligure, ha messo in ghiaccio la contesa, consentendo ai padroni di casa di gestire senza affanni il vantaggio e di incamerare l'ottava vittoria consecutiva in campionato, segnale inequivocabile di una quadratura tecnica e mentale fuori dal comune.

Se la capolista viaggia spedita verso quello che sembra un trono sempre più sicuro, a tenere banco nel posticipo del pomeriggio è stata la straordinaria prova del Como di Cesc Fabregas, capace di ribaltare con veemenza il Lecce al Sinigaglia e di confezionare un primo tempo da cinque stelle, chiuso sul tre a uno in proprio favore. Il vantaggio salentino, firmato da Lassana Coulibaly sugli sviluppi di una discesa di Banda, aveva illuso i giallorossi della possibilità di uscire indenni dall'insidiosa trasferta lariana, ma la risposta dei padroni di casa è stata veemente e chirurgica, con Anastasios Douvikas abile a riportare il match in parità dopo nemmeno cinque minuti dal primo squillo ospite. La partita, a quel punto, l'ha fatta la squadra di Fabregas, che ha continuato a macinare gioco e occasioni, trovando prima il sorpasso con Jesus Rodriguez, servito da un filtrante illuminante di Perrone, e poi il tris nel finale di tempo con Marc-Oliver Kempf, abile a svettare sugli sviluppi di un calcio piazzato. Particolare attenzione ha suscitato la scelta del tecnico spagnolo di lasciare inizialmente in panchina il gioiello Nico Paz, decisione sulla quale lo stesso Fabregas è tornato nel dopopartita, parlando di una «scelta privata» e di una «questione di cultura» interna allo spogliatoio, concetti che sottintendono la volontà di preservare l'equilibrio del gruppo al di là dei singoli interpreti, ribadendo come la forza collettiva debba prevalere sulle individualità.

Il Napoli la spunta al Bentegodi con un guizzo di Lukaku nel finale, Verona sempre più giù

A chiudere il quadro di una domenica ricca di emozioni ci ha pensato il Napoli, sceso in campo sul terreno del Bentegodi per affrontare un Verona disperatamente aggrappato alla possibilità di alimentare le residue speranze di salvezza. La partita, per lunghi tratti bloccata e nervosa, sembrava destinata a concludersi in parità dopo che al vantaggio iniziale di Rasmus Hojlund, arrivato dopo soli due minuti di gioco, aveva risposto nella ripresa Jean-Daniel Akpa Akpro, riportando i padroni di casa sul piano del pareggio e illudendo il pubblico scaligero di poter strappare un punto pesantissimo. Ma la squadra di Antonio Conte, pur priva di diversi elementi chiave per infortuni e alle prese con una condizione fisica non ottimale, ha gettato il cuore oltre l'ostacolo e nei minuti di recupero ha trovato la zampata decisiva del suo centravanti Romelu Lukaku, abile a ribadire in rete da pochi passi un cross dalla sinistra, siglando la sua prima marcatura stagionale e regalando ai partenopei tre punti dal peso specifico notevole nella rincorsa alla zona Champions League. Il Verona, dal canto suo, incassa l'ennesima battuta d'arresto e vede allontanarsi sempre di più la terraferma della salvezza, con il baratro della Serie B che sembra ormai una voragine incolmabile, nonostante gli sforzi di una squadra che, sulla carta, appare attrezzata per competere a ben altri livelli.

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