La commemorazione di Bettino Craxi ad Hammamet
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Redazione Interno
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Il venticinquennale dalla scomparsa di Bettino Craxi è stato commemorato al Cimitero Cristiano di Hammamet, in Tunisia, con una cerimonia che ha visto la partecipazione di figure politiche di rilievo, tra cui il Presidente del Senato Ignazio La Russa, la Senatrice Stefania Craxi e il Ministro degli Esteri Antonio Tajani. La Russa, proveniente da una formazione politica che aveva combattuto Craxi fino alla fine, ha sottolineato il patriottismo dello statista, ricordando come l'Italia avesse un debito nei suoi confronti.
La cerimonia si è svolta in una giornata di vento e mare in tempesta, riflettendo forse simbolicamente le turbolenze che hanno caratterizzato la vita politica di Craxi. La Russa ha dichiarato che non sarebbe dovuto accadere che Craxi morisse in esilio e che non potesse curarsi in Italia, un'affermazione che ha risuonato con forza tra i presenti. Craxi, che trascorreva le vacanze ad Hammamet dagli anni Sessanta, vi si rifugiò nel 1994, vivendo lì per quasi sei anni prima di morire.
Stefania Craxi, figlia dell'ex leader socialista, ha partecipato alla commemorazione, offrendo un omaggio personale alla memoria del padre. La presenza di Tajani, Ministro degli Esteri, ha ulteriormente sottolineato l'importanza dell'evento, evidenziando come la figura di Craxi, nonostante le controversie, continui a essere rilevante nella storia politica italiana.
La commemorazione ha offerto l'opportunità di riflettere su un'epoca e su un personaggio che, calmati i venti della cronaca, diventa parte integrante della storia. Craxi, con le sue luci e ombre, non può più essere utilizzato a sostegno di tesi attuali, ma deve essere riconosciuto per il suo contributo alla politica italiana.




