Craxi, l'ultimo vero politico

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Ventiquattro anni dopo la morte di Bettino Craxi, il leader socialista viene ricordato come uno degli statisti più illuminati e lungimiranti della storia italiana. Rodolfo Ridolfi, in occasione dell'anniversario, sottolinea l'importanza di rendere omaggio a Craxi, sia per ripristinare la verità storica sulla sua figura politica e umana, sia per evidenziare l'attualità delle sue idee e del suo impegno riformista.

Aldo Cazzullo, editorialista del Corriere della Sera, nel suo libro "Craxi, l'ultimo vero politico" (Rizzoli editore), parte dalla malattia e dalla morte dell'ex presidente del Consiglio ad Hammamet, dove era sfuggito all'arresto nell'inchiesta Mani pulite. Cazzullo racconta di essere atterrato a Tunisi a fine ottobre 1999, per documentare gli ultimi giorni di Craxi, ribaltando il copione di una sinistra marginale.

Il Fatto Quotidiano, noto per le sue posizioni critiche, continua a mantenere una visione negativa di Craxi, considerandolo un capro espiatorio della stagione del malaffare. Tuttavia, è innegabile che Craxi abbia avuto un ruolo fondamentale nella politica italiana e internazionale: fu il primo leader occidentale a riconoscere il problema palestinese, fautore dell'ingresso di Spagna e Portogallo nella UE, e unico esponente occidentale a recarsi in Cile dopo il golpe di Pinochet, rischiando l'arresto.

La commemorazione di Craxi ad Hammamet, con la partecipazione del presidente del Senato Ignazio La Russa, ha suscitato dibattiti e riflessioni. La Russa, esponente di un'ideologia opposta a quella di Craxi, ha tagliato il nastro in un gesto simbolico che ha riacceso il dibattito sulla figura del leader socialista.

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