L'omaggio di La Russa a Craxi, 25 anni dopo la sua morte

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Ignazio La Russa, presidente del Senato, ha reso omaggio a Bettino Craxi, a 25 anni dalla sua morte, con un messaggio lasciato sul libro delle firme davanti alla tomba del leader socialista: «A nome di tanti italiani». La Russa ha confessato di essere già stato ad Hammamet, quasi in incognito, vent'anni fa, quando era capogruppo di Alleanza Nazionale. Tuttavia, questa volta, la sua visita assume un significato diverso. «È venuto il momento di dire che l’Italia ha un debito nei confronti di Bettino Craxi», ha dichiarato La Russa, sottolineando l'importanza del leader socialista nella storia italiana.

Per un lungo periodo, Craxi è stato rappresentato e percepito come il simbolo dell'Italia corrotta, spregiudicata ed edonista. A 25 anni dalla sua morte, avvenuta ad Hammamet il 19 gennaio del 2000, il dibattito attorno alla figura di Craxi si è fatto più sfumato e meno netto. Ieri, per la prima volta, il Ministro degli Esteri Antonio Tajani e il Presidente del Senato La Russa, seconda carica dello Stato, si sono recati in Tunisia per partecipare alla commemorazione ufficiale della morte del leader socialista.

La presenza di La Russa ad Hammamet è carica di significati, considerando che il movimento sociale italiano, il partito in cui militava La Russa, era stato tra i più appassionati sostenitori dell'azione di Mani Pulite, che aveva portato Craxi a espatriare. Craxi, infatti, aveva dichiarato: «La mia libertà è la mia vita», in riferimento alla sua decisione di lasciare l'Italia.

Domenica 19 gennaio, in seconda serata su Rai 3, andrà in onda una puntata speciale di "La Storia siamo noi" per ricordare Bettino Craxi, primo Presidente del Consiglio socialista, protagonista di una lunga stagione politica che dagli anni Settanta arriva fino a Tangentopoli e alla fine della Prima Repubblica. Amici, nemici e pentiti riconsidereranno la figura e l'eredità politica di Craxi, con le sue luci e le sue ombre: dalla lunga gavetta nel PSI milanese, alla costruzione di una squadra e di un gruppo dirigente, fino all'ascesa alla segreteria del Partito.

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