Export, Alessandria vola: 16,3%, è la crescita più alta del Piemonte
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Redazione Economia
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ALESSANDRIA – L'export alessandrino accelera e mette a segno la migliore performance tra tutte le province piemontesi. Nel primo semestre del 2026 il valore delle merci esportate dalla provincia di Alessandria ha raggiunto 4,536 miliardi di euro, contro i 3,901 miliardi dello stesso periodo del 2025: un incremento del 16,3%. È un risultato nettamente superiore alla media del Piemonte.
Il quadro regionale
Nei primi sei mesi dell'anno la regione ha registrato esportazioni complessive per 32,8 miliardi di euro, in crescita del 6% rispetto al 2025. Secondo gli studi di Unioncamere, la performance piemontese batte la media nazionale, ferma al 4,5%, e supera anche le storiche concorrenti: la Lombardia si è attestata al 3,5%, il Veneto al 4,1% e l'Emilia-Romagna al 3%. Un dato particolarmente significativo se si considera il contesto internazionale, segnato da tensioni geopolitiche e dazi che non facilitano certo il commercio con l'estero.
La crescita, peraltro, è in accelerazione: il primo trimestre si era chiuso con un più 2,8%, mentre il periodo aprile-giugno ha fatto segnare un più 8,6%.
I settori trainanti
A livello regionale il comparto dei mezzi di trasporto si riconferma primo settore dell'export piemontese, incidendo per il 21% sul totale e registrando un incremento del 6%. All'interno del comparto si evidenziano però dinamiche divergenti: la crescita complessiva è trainata dal forte recupero degli autoveicoli (+18,4%) e dalla stabilità positiva della componentistica (+4,3%), a fronte di un netto calo del comparto aerospaziale (-32,2%), settore spesso segnato da dinamiche altalenanti.
La meccanica, secondo settore per incidenza con il 16,2%, mostra una lieve flessione dello 0,9%. A sostenere le vendite estere della regione sono soprattutto l'alimentare, che sale al terzo posto con il 15,4% della quota totale grazie a un'espansione del 12,7%, e il settore tessile, abbigliamento e accessori (+9,1%, quota del 7,9%). Risultati positivi si registrano anche per i metalli e prodotti in metallo (+9,9%), la chimica (+4%) e la gomma-plastica (+2,9%).
I mercati di sbocco
L'analisi dell'export piemontese evidenzia un andamento positivo sia verso i mercati dell'Unione Europea sia verso i partner extra-comunitari, seppur con differenti velocità di crescita. Le vendite destinate all'area Ue-27, che rappresentano il 61,4% del totale regionale, crescono del 7,2% rispetto ai primi sei mesi del 2025. Parallelamente, le esportazioni verso i Paesi extra-Ue, pari al restante 38,6%, registrano una progressione tendenziale del 4,1%.
All'interno dei confini comunitari, Francia e Germania si confermano i principali sbocchi per le merci piemontesi, generando rispettivamente il 15,5% e il 13,2% dell'export regionale. Chi frena sono gli Stati Uniti, forse per effetto dei dazi, con una contrazione del 2,1%. Bene invece Svizzera e Regno Unito, rispettivamente con più 17,5% e più 6,3%, mentre cresce anche la Cina (più 7,3%).
Le altre province
Torino si conferma il polo principale dell'export piemontese: il capoluogo concentra il 44,3% delle esportazioni regionali e mette a segno una progressione dell'8,1%. Dinamiche brillanti emergono anche dalla provincia del Verbano-Cusio-Ossola, capace di realizzare un incremento a doppia cifra del 10,4%. A completare il quadro espansivo del periodo contribuiscono i positivi andamenti delle vendite oltreconfine di Biella (+6,2%) e Novara (+4%).
Segno opposto per la provincia di Asti, che registra una contrazione del 2,9%, scendendo a 1,67 miliardi di euro, pari al 5,1% del totale regionale. Il risultato astigiano risente delle difficoltà di alcuni settori tradizionali, in particolare della filiera vinicola, che sconta una frenata generalizzata dei consumi sui mercati storici.
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