Alto Piemonte in controtendenza: export in ripresa, ma il resto della regione arranca

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Mentre l’economia piemontese naviga in acque agitate, con un pil che segna un timido +0,7% secondo i dati della Banca d’Italia, l’Alto Piemonte – quell’area che abbraccia Biella, Novara, Vercelli e il Verbano Cusio Ossola – registra un’inversione di tendenza. Nel primo trimestre del 2025, le esportazioni hanno raggiunto i 3,3 miliardi di euro, con un incremento del 5,3% rispetto allo stesso periodo del 2024. Un dato che, seppure non omogeneo tra i diversi settori, dimostra una resilienza inaspettata in un contesto generale segnato da incertezze.

A trainare la crescita sono soprattutto la chimica e il tessile-abbigliamento, quest’ultimo tradizionalmente legato al distretto di Vercelli, che sembra aver ritrovato slancio dopo anni di difficoltà. Se da un lato il comparto automobilistico, storico pilastro dell’economia regionale, continua a soffrire – complice anche l’instabilità dei dazi e le tensioni geopolitiche – dall’altro i cantieri legati al Pnrr rappresentano un’ancora di salvezza. Dei quasi 10 miliardi destinati al Piemonte, il 63% dei progetti risulta già avviato o concluso, con un impatto significativo sugli investimenti fissi, cresciuti del 5,6% nel 2024 e destinati a proseguire la loro corsa anche quest’anno.

Ma non tutto è roseo. L’ombra dell’intelligenza artificiale si allunga sul mercato del lavoro: secondo gli analisti, un occupato su quattro rischia di essere sostituito da soluzioni digitali, in un contesto che vede già un raddoppio dei cassintegrati e una stagnazione dell’occupazione industriale. Se il Pnrr ha permesso di tamponare in parte la crisi, la vera sfida per il Piemonte sarà riconvertire un sistema produttivo ancora troppo legato a settori in declino, senza disperdere quel capitale umano che, nonostante tutto, continua a tenere in piedi l’economia locale.

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