Auto elettriche in Italia: la crescita c’è, ma il Sud arranca

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Redazione Economia Redazione Economia   -   I dati del primo semestre del 2025 confermano una tendenza ormai chiara: le auto elettriche in Italia stanno conquistando spazio, ma con ritmi disomogenei e una geografia che vede il Mezzogiorno in netto svantaggio. Se a livello nazionale le immatricolazioni sono aumentate del 27,8% rispetto allo stesso periodo del 2024, con picchi del 63,3% nei primi cinque mesi dell’anno, è la Sicilia a registrare il risultato più deludente, con una penetrazione di mercato quasi tre volte inferiore alla media del Nord. Un divario che, sebbene influenzato da fattori strutturali – come la carenza di colonnine di ricarica e minori incentivi locali – riflette una disparità di accesso alla mobilità sostenibile difficilmente ignorabile.

A trainare la domanda, oltre all’espansione dell’infrastruttura di ricarica – salita a 66.000 punti pubblici, di cui il 19% ad alta potenza – sono state soprattutto le politiche d’acquisto sempre più orientate verso modelli economici. La Dacia Spring e la Citroën e-C3, infatti, hanno scalato la classifica delle vetture più vendute, affiancando la Tesla Model 3, che pure mantiene il primato nel segmento premium. Un dualismo, quello tra auto “accessibili” e veicoli di fascia alta, che dimostra come il mercato stia maturando, seppure tra contraddizioni.

Nonostante i progressi, però, permangono ostacoli che limitano la diffusione su larga scala. Oltre alle differenze territoriali, pesa la flessione delle immatricolazioni a giugno, segno che l’andamento resta volatile e legato a fattori contingenti, come gli incentivi statali. Senza contare che, nonostante i numeri in crescita, le elettriche rappresentano ancora una quota minoritaria del parco circolante, con molte famiglie frenate dai costi iniziali e dalla percezione di un’autonomia insufficiente.

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