Federico II tra i sei atenei con più di diecimila laureati, ma il Sud arranca
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
L’Università Federico II di Napoli si conferma l’unico ateneo del Mezzogiorno ad aver superato, nel 2024, la soglia dei diecimila laureati, un traguardo raggiunto da appena sei istituzioni accademiche in Italia. Il dato emerge dal 27° rapporto AlmaLaurea, che analizza il profilo e la condizione occupazionale dei neolaureati, evidenziando una tendenza ormai consolidata: i giovani sono sempre più restii ad accettare impieghi sottopagati o poco attinenti al proprio percorso formativo, mostrando una selettività inedita rispetto al passato.
A livello nazionale, permangono divari significativi, con tempi di completamento degli studi più rapidi al Nord e tassi di occupazione sensibilmente più alti. L’Università di Trento, per esempio, svetta con l’82% dei laureati occupati a un anno dal titolo e uno stipendio medio di 1.620 euro, cifra ben al di sopra della media. Sebbene il Politecnico di Bari registri un incoraggiante 91% di occupazione tra i suoi magistrali – con il 70% che sceglie di rimanere al Sud – il quadro generale resta critico per il Meridione, dove solo poche eccellenze riescono a competere con gli atenei settentrionali.
La classifica sulle retribuzioni, sempre elaborata da AlmaLaurea, riserva sorprese e conferme. Mentre Trento e il Politecnico di Milano dominano la graduatoria, un ateneo pugliese – seppur non meglio specificato nel rapporto – figura inaspettatamente tra i migliori per reddito post-laurea. Tuttavia, Bari e Unisalento mostrano performance deludenti, riflettendo una storica difficoltà del sistema universitario meridionale a trattenere talenti e garantire prospettive competitive.




