L'Italia arranca nell'istruzione: pochi laureati e docenti sottopagati

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   I dati dell'ultimo rapporto Ocse “Education at a Glance 2025” dipingono un quadro desolante per il sistema educativo italiano, collocandolo stabilmente in coda alle classifiche internazionali. Un adulto su tre, circa il 37% della popolazione, mostra una capacità di comprensione dei testi limitata a frasi brevi e semplici, una percentuale che supera di ben dieci punti la media degli altri Paesi industrializzati, ferma al 27%. Questo deficit di alfabetizzazione funzionale, che si riverbera inevitabilmente sulla qualità del dibattito pubblico e sulle competenze del mercato del lavoro, è solo uno dei tasselli di un malessere più ampio e strutturale.

Sul fronte della formazione universitaria, il divario con il resto del mondo sviluppato rimane marcato. Il numero di laureati è ancora esiguo, con una partecipazione femminile inferiore alle medie internazionali e una preoccupante preferenza dei giovani verso percorsi non scientifici: appena il 20% sceglie infatti discipline Stem (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica). A ciò si aggiunge un problema di mobilità sociale, dove l’ascensore sembra essersi rotto: ben il 63% dei neo-dottori proviene da famiglie in cui almeno un genitore è a sua volta laureato, segno che il merito fatica ad affermarsi in un sistema che non riesce a supportare adeguatamente chi proviene da contesti svantaggiati.

La professione docente, poi, è stata definitivamente umiliata dalle comparazioni internazionali. Gli stipendi degli insegnanti italiani si confermano non solo i più bassi in Europa, ma anche tra gli ultimi in tutta l’area Ocse, con un divario medio che arriva a toccare il -17% rispetto ai colleghi stranieri. Una situazione, questa, che il sindacato Anief definisce “sempre più intollerabile”, chiedendo a gran voce l’immissione di “risorse fresche e aggiuntive” in legge di bilancio non solo per i contratti, ma anche per benefit, indennità e buoni pasto.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.