L’Europa batte due colpi mentre l’Italia arranca nel bipolarismo fantasma

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Può sembrare un paradosso, eppure accade quando l’ideologia si scontra con la realtà dei fatti. Mentre ieri l’Europa dimostrava coesione con due iniziative parallele a sostegno dell’Ucraina – a Roma e Londra –, a Strasburgo Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Ue, affrontava una mozione di censura, poi respinta con 360 voti contrari, 175 favorevoli e 18 astenuti. Un esito che, al di là dei numeri, ha rivelato le crepe nel sistema politico europeo e, soprattutto, quelle italiane, dove il cosiddetto bipolarismo è ormai una finzione.

Perché continuare a credere che in Italia esistano due schieramenti compatti? Quello che un tempo era un confronto strutturato oggi è poco più di un’illusione, come dimostra il voto sulla mozione contro von der Leyen. Forza Italia e una parte del Pd hanno votato contro la sfiducia, mentre Lega e Cinque Stelle si sono schierati a favore. Fratelli d’Italia e Verdi-Sinistra, invece, hanno scelto l’astensione o l’assenza. Un caos che tradisce l’assenza di una linea comune, persino sui temi che dovrebbero unire.

Nicola Procaccini, europarlamentare di Fratelli d’Italia, ha definito la mozione “velleitaria e controproducente”, spiegando che l’astensione del partito non era un voto contro von der Leyen, ma un modo per evitare di colpire indirettamente Raffaele Fitto, rappresentante italiano in Commissione. Una giustificazione che, però, non nasconde le divisioni interne a un governo che fatica a trovare una voce unica sull’Europa.

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