Che fare con Ursula? Socialisti divisi sul voto di sfiducia mentre Orban alza la voce

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre il Parlamento europeo si prepara al voto sulla mozione di sfiducia contro Ursula von der Leyen, i socialisti dimostrano incertezza, divisi tra la volontà di mandare un segnale forte e il timore di destabilizzare ulteriormente un’Europa già in affanno. “Non appoggeremo la mozione, ma ci aspettiamo che la presidente faccia una scelta chiara: o costruisce una maggioranza progressista o continua a flirtare con l’estrema destra”, ha dichiarato Iratxe Garcia Perez durante il dibattito a Strasburgo, lasciando trapelare malumori che vanno oltre la questione formale del voto.

La trattativa tra il Partito Democratico europeo e i Socialisti e Democratici, gestita proprio da Garcia Perez, resta in stallo, con fonti interne che escludono ormai l’ipotesi dell’astensione. Se alcuni sperano ancora in un accordo last-minute con von der Leyen, altri spingono per un voto contrario, considerato l’unico modo per costringerla a prendere posizione. Intanto, la Lega e il Movimento 5 Stelle hanno già annunciato il loro sostegno alla sfiducia, mentre Fratelli d’Italia e Pd sembrano orientati a respingerla, seppur con motivazioni opposte.

A complicare il quadro, il premier ungherese Viktor Orban ha lanciato un attacco senza precedenti contro von der Leyen, chiedendone le dimissioni per lo “scandalo vaccini”, definendolo “solo la punta dell’iceberg” di una gestione opaca. La sua offensiva, però, rischia di avere l’effetto contrario: molti eurodeputati, pur critici verso la presidente, potrebbero vedere nel voto un pericoloso allineamento alle posizioni di Budapest

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