Il mercato europeo dell’auto arranca, l’Italia fanalino di coda con un crollo del 17,4%

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Redazione Economia Redazione Economia   -   A giugno 2025, il mercato automobilistico europeo ha registrato un calo del 5,1%, con appena 1.243.732 nuove immatricolazioni, cifra che segna un passo indietro rispetto alle 1.311.043 dello stesso periodo del 2024. Sebbene il primo semestre mostri una flessione contenuta (-0,9%), il confronto con l’era pre-pandemica rivela una frattura profonda: rispetto al 2019, il deficit è del 16,6% su base mensile e del 19% sull’intero semestre. Tra i cinque principali mercati continentali, l’Italia spicca in negativo, chiudendo giugno con un -17,4%, un dato che supera di oltre tre volte la media Ue.

Non è solo la domanda generale a mostrare segni di affanno. Il nostro Paese, in particolare, sconta un ritardo strutturale nella transizione verso l’elettrificazione: le auto ricaricabili, infatti, rappresentano appena il 13,2% delle vendite, una quota ben lontana da quella di mercati più dinamici come Germania o Francia. Le cause di questo gap, che si riflette anche nella scarsa penetrazione delle infrastrutture di ricarica, rimangono oggetto di dibattito, ma i numeri non lasciano spazio a interpretazioni.

A dominare le vendite, tuttavia, sono ancora i modelli tradizionali. Suv, citycar e sportive si confermano le categorie più richieste, come dimostrano i dati preliminari di Dataforce, che coprono il 96% delle immatricolazioni nei primi sei mesi del 2025 in Ue, Regno Unito e Paesi Efta. Sebbene la classifica dettagliata per segmento mostri preferenze diversificate, è evidente come le case automobilistiche stiano puntando su veicoli versatili e compatti, capaci di intercettare sia le esigenze urbane che quelle di chi cerca prestazioni elevate

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