Obiettivi insostenibili di IEA e COP28 su rinnovabili e auto elettriche

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La strategia delineata dall'International Energy Agency (IEA) per la transizione energetica, che prevede il taglio dei sussidi ai combustibili fossili e il loro reindirizzamento verso il green, solleva interrogativi sulla sostenibilità di tali obiettivi. Secondo il rapporto annuale dell'IEA, entro il 2030 metà dell'elettricità globale sarà prodotta da fonti rinnovabili, un traguardo ambizioso che richiede un'accelerazione significativa rispetto ai trend attuali.

Il fotovoltaico e l'eolico, considerate le opzioni più economiche per la nuova generazione elettrica in quasi tutti i Paesi, dovrebbero raddoppiare la loro quota nel mix elettrico globale, raggiungendo il 30% entro la fine del decennio. La Cina, in particolare, è destinata a diventare il principale attore nelle energie pulite, con una previsione di quasi il 60% di tutta la capacità rinnovabile installata al mondo entro il 2030. Questo rappresenterebbe un aumento significativo rispetto alla percentuale di un terzo registrata nel 2010.

Parallelamente, l'India sta crescendo al tasso più veloce tra le maggiori economie, contribuendo in modo sostanziale all'espansione delle rinnovabili. Secondo l'IEA, a livello globale saranno aggiunti 5.500 gigawatt di nuova potenza rinnovabile tra il 2024 e il 2030, quasi tre volte l'aumento registrato tra il 2017 e il 2023. Questo incremento è essenziale per raggiungere l'obiettivo di generare quasi metà dell'elettricità globale da fonti rinnovabili entro il 2030.

Tuttavia, la realizzazione di questi obiettivi richiede non solo investimenti ingenti ma anche una volontà politica e sociale di supportare la transizione energetica. La sfida principale risiede nella capacità di bilanciare la crescita delle rinnovabili con la necessità di garantire una fornitura energetica stabile e affidabile.

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