Il tranviere morto dopo il pranzo con i colleghi: irregolarità nella conservazione del pesce nel ristorante

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Davide Teruzzi, tranviere di 50 anni dipendente di Atm, è morto domenica 11 maggio dopo un ricovero all’ospedale San Raffaele, dove era giunto in seguito a un attacco cardiaco. La sua scomparsa, però, è legata a un episodio precedente: il pranzo consumato domenica 4 maggio insieme ad altri colleghi nella pizzeria Friends di via Fabio Filzi, un locale convenzionato con l’azienda dei trasporti milanese. Dopo quel pasto, tutti i presenti – compreso Teruzzi – avevano accusato malesseri tali da richiedere il ricovero in pronto soccorso per una sospetta intossicazione alimentare.

Tra le recensioni online del ristorante, una donna – verosimilmente parte del gruppo – aveva scritto: «Da evitare! Dopo aver mangiato in questo posto ho avuto un’intossicazione alimentare!». Un’altra testimonianza che si aggiunge alle indagini della Procura, la quale ha aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti. Le verifiche igienico-sanitarie nel locale hanno già rilevato irregolarità nella conservazione di pesce e molluschi, come riportato da Il Corriere della Sera, anche se non è ancora chiaro se il decesso di Teruzzi sia direttamente riconducibile all’intossicazione.

Il tranviere, assunto in Atm dal 2001, era stato inizialmente dimesso dopo il primo ricovero, ma nei giorni successivi le sue condizioni erano peggiorate, portandolo di nuovo in terapia intensiva fino all’esito fatale. Gli accertamenti proseguono, compresa l’autopsia, per stabilire con certezza le cause del malore che lo ha stroncato. Intanto, il ristorante ha assicurato piena collaborazione: «Faremo tutti gli accertamenti necessari», hanno dichiarato i gestori, mentre i carabinieri del Nas hanno già effettuato sopralluoghi per verificare eventuali violazioni nelle norme di sicurezza alimentare.

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