L'addio a Lorena Isceri, la folla e le parole del parroco: "L'amore non è possesso"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La chiesa Maria Regina di Squinzano, in provincia di Lecce, si è rivelata gremita per l'ultimo saluto a Lorena Isceri, la 45enne originaria del Salento che ha perso la vita il 4 settembre scorso a Barberino del Mugello. La donna, rapita sotto casa a Firenze dall'ex compagno Federico Vella e chiusa nel bagagliaio dell'auto, è stata lanciata da un cavalcavia dell'autostrada A1 dal 36enne, che si è poi tolto la vita gettandosi dallo stesso viadotto.

Lungo le strade che conducono alla chiesa, l'abitazione della famiglia si è colorata di fiocchi, nastri, rose e palloncini rossi, il colore simbolo della lotta contro la violenza sulle donne.

L'omelia e il significato dell'amore

Don Vanni Bisconti, parroco della chiesa Maria Regina, ha celebrato il rito funebre, esprimendo il cordoglio di una folla che non si è limitata a partecipare per conoscenza diretta della vittima. "Siamo qui in tanti anche perché vorremmo prenderci un pezzo del dolore di questa famiglia", ha detto il sacerdote, porgendo un messaggio di conforto ai genitori e al fratello di Lorena.

Durante l'omelia, don Vanni ha colto l'occasione per lanciare un monito sulla natura dell'affetto, sottolineando come i messaggi che circolano intorno ai giovani rischino di confondere l'amore con il possesso, la gelosia con la passione, la dipendenza con l'affetto. "La violenza può aver spezzato la tua vita terrena, ma non può avere l'ultima parola sulla tua vita", ha affermato, ricordando che l'amore è libertà e non controllo, in netto contrasto con la dinamica che ha portato alla tragedia.

Il gesto simbolico di Firenze

Il dolore per la scomparsa di Lorena non si è limitato al Salento. A Firenze, la città dove la 45enne viveva, la sindaca Sara Funaro ha promosso un presidio in via Panciatichi, nei pressi dell'abitazione della donna, per raccogliere la comunità attorno al ricordo della vittima. All'iniziativa, denominata "Insieme per Lorena Isceri", hanno preso parte anche le prime cittadine di Bergamo e Perugia, Elena Carnevali e Vittoria Ferdinandi.

La sindaca Funaro, intervenendo ai microfoni di Sky Tg24 e nel corso del presidio, ha ribadito la necessità di non abituarsi a queste tragedie, sottolineando che l'ossessione e la pretesa di possesso non possono essere confuse con l'amore. Le parole di Funaro hanno trovato eco nelle dichiarazioni dell'assessora regionale Cristina Manetti e del sindaco di Squinzano, Mario Pede, che ha proclamato il lutto cittadino, definendo la vicenda "una ferita aperta che non si rimarginerà mai nei cuori di tutta Italia".

Gli sviluppi dell'inchiesta giudiziaria

La Procura di Firenze, coordinata dal pm Antonio Natale, ha disposto gli esami autoptici sui corpi, che hanno restituito alle famiglie. L'autopsia ha stabilito che Lorena Isceri era ancora viva quando è stata scaraventata nel vuoto, come confermato dal legale della famiglia, avvocato Cosimo Miccoli. Secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, l'uomo avrebbe premeditato il delitto, effettuando un sopralluogo sotto casa della donna nei giorni precedenti e acquistando fascette, nastro adesivo e forbici, poi ritrovati nella sua auto.

Su Federico Vella è stato disposto un esame tossicologico per verificare l'eventuale assunzione di sostanze, con risultati attesi tra circa 90 giorni.

La mancata percezione del pericolo

Nel frattempo, sono emersi ulteriori dettagli relativi al profilo dell'omicida. Lo psichiatra che aveva in cura l'uomo da 15 anni ha dichiarato di essere rimasto sconvolto dall'accaduto, affermando che, nonostante gli incontri si fossero diradati, non lo riteneva potenzialmente pericoloso o violento. La settimana precedente al femminicidio, Vella era apparso al professionista "relativamente tranquillo". La madre di Lorena ha invece rivelato che la figlia non aveva mai denunciato l'ex compagno perché non voleva danneggiarlo, nonostante la relazione fosse segnata da litigi e minacce.

Un atteggiamento, quello della vittima, che il padre Franco ha ricordato con dolore, esortando le donne a non commettere lo stesso errore e lanciando un appello alla politica affinché si trovi una soluzione condivisa per fermare la violenza.

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