Georgia in fiamme, proteste contro il governo filorusso

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   In Georgia, un Paese del Caucaso, la situazione è esplosiva. Da cinque giorni, decine di migliaia di persone manifestano nelle strade della capitale, Tbilisi, e in altre città, contro il governo filorusso di Sogno Georgiano, che ha recentemente vinto le elezioni tra accuse di brogli e intimidazioni. La decisione del governo di sospendere i colloqui di adesione all'Unione Europea fino al 2028 ha scatenato l'ira della popolazione, che chiede a gran voce la ripetizione del voto del 26 ottobre e la ripresa delle trattative con Bruxelles.

Le proteste, iniziate pacificamente, sono degenerate in scontri violenti con la polizia, che ha risposto con idranti, gas lacrimogeni e manganelli. Nonostante la repressione, i manifestanti non si arrendono e continuano a sfidare le forze dell'ordine, lanciando petardi e fuochi d'artificio contro gli scudi degli agenti. La situazione è particolarmente tesa nelle strade che hanno già visto numerose manifestazioni nei mesi scorsi.

Il presidente georgiano, Salomé Zourabichvili, ha dichiarato che la Georgia è sotto attacco russo e ha promesso di difendere la democrazia del Paese. Tuttavia, il premier Irakli Khobadidze ha ribadito che non ci sarà alcuna rivoluzione in Georgia, cercando di rassicurare la popolazione e di mantenere il controllo della situazione.

Le proteste hanno coinvolto persone di tutte le età e categorie sociali: studenti, professori, giovani e anziani. La determinazione dei manifestanti è evidente, e la loro richiesta di democrazia e libertà è forte e chiara.

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