L'Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio torna a listino, e lo stesso fa la Stelvio Quadrifoglio con i suoi seicento newtonmetri di coppia

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   La notizia, nell'aria già da qualche settimana, è ora ufficiale: l'Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio, la versione estrema e più ambita della berlina del Biscione, è nuovamente ordinabile. Dopo una breve parentesi di assenza, dovuta a una precedente strategia industriale che ne aveva decretato l'uscita di scena, il modello con il celebre trilobo sul cofano e ilpodio riservato al quadrifoglio verde sui parafanghi anteriori ritrova un posto in listino. Sotto il cofano, naturalmente, riposa il poderoso V6 biturbo da 2.9 litri, un propulsore capace di erogare 520 cavalli e 600 Nm di coppia, un'architettura che lo rende pronto a sfidare nuovamente le rivali tedesche come la BMW M3, l'Audi RS 5 e la Mercedes-AMG C63.

Il prezzo di partenza, per questa riedizione 2026, è stato fissato a 102.800 euro, una cifra che la posiziona esattamente nel segmento delle competitor citate, ma la casa ha attivato una promozione di lancio che abbatte il costo di oltre tredicimila euro, portando il listino a quota 89.566 euro. Un'operazione, questa, che ricalca fedelmente quanto fatto con il passato, quasi a voler sottolineare una continuità con la tradizione recente del marchio. L'allestimento di serie, unico per definizione, include tecnologia a LED, minigonne e dettagli in fibra di carbonio, cerchi da diciannove pollici, e un ricco pacchetto di sistemi di assistenza alla guida e connettività.

Il contesto strategico di un ritorno annunciato

Questa re-introduzione non è un caso isolato ma si inserisce in un più ampio ripensamento industriale da parte di Stellantis. I piani originari, che volevano un'Alfa Romeo proiettata verso un futuro esclusivamente elettrico già a partire dal 2026, sono stati rivisti a causa dell'evoluzione del mercato e delle normative. La conseguenza diretta è stata la decisione di prolungare la vita dei modelli basati sull'architettura Giorgio, che continueranno a essere prodotti almeno fino al 2027. Questo vale non solo per le Quadrifoglio, ma anche per le versioni con motori a quattro cilindri benzina e diesel, garantendo così una continuità di offerta commerciale in attesa dell'arrivo della nuova generazione, prevista non prima del 2028.

Parallelamente alla berlina, anche il SUV sportivo Stelvio Quadrifoglio beneficia della stessa strategia. Dopo essere stata accantonata qualche mese fa, la versione ad alte prestazioni del fuoristrada è stata riammessa in gamma, con un prezzo di partenza fissato a 111.500 euro. Anche in questo caso, Alfa Romeo ha studiato un'offerta promozionale per il lancio, che riduce il costo a 97.135 euro, rendendo così accessibile un veicolo che combina la praticità di un SUV con le prestazioni di una vera sportiva, grazie alla trazione integrale che scarica a terra i medesimi 520 CV del propulsore.

Dettagli tecnici e posizionamento di mercato

Dal punto di vista tecnico, non vi sono stravolgimenti per queste riedizioni. La Giulia, fedele alla sua indole, mantiene la trazione posteriore, un elemento distintivo che ne esalta il piacere di guida puro, mentre la Stelvio, data la sua natura, adotta la trazione integrale Q4. Entrambe montano il cambio automatico ZF a otto rapporti, una soluzione ormai consolidata e apprezzata per la sua rapidità e dolcezza. L'omologazione Euro 7, che rappresentava un potenziale ostacolo per il ruggente V6, è stata evidentemente superata, sebbene la casa non abbia rilasciato dettagli specifici sulle eventuali modifiche tecniche apportate per adeguare il motore ai nuovi e più severi parametri ambientali.

Il listino optional, per chi volesse spingersi oltre, è ricco e prevede, tra le chicche più costose, l'impianto frenante carboceramico a 7.830 euro, il tetto in fibra di carbonio e i sedili racing Sparco con guscio nello stesso materiale, quest'ultimi dal costo di 3.915 euro. L'offerta, insomma, mira a soddisfare una clientela appassionata e alla ricerca di un'esperienza di guida che, nel panorama automobilistico contemporaneo, si fa sempre più rara: quella offerta da un motore termico di grossa cilindrata, privo di ibridizzazioni complesse e pensato per il solo piacere di guidare.

Prospettive future per il modello ad alte prestazioni

Il rinvio della nuova generazione al 2028 non significa, però, che Alfa Romeo abbia abbandonato il progetto di una Giulia del futuro. Anzi, le indiscrezioni parlano di una versione che potrebbe arrivare addirittura prima del resto della gamma, per ribadire immediatamente il ruolo di ammiraglia sportiva. Le voci, non confermate dalla casa, indicano l'adozione del più moderno pianale STLA Large, lo stesso che potrebbe ospitare non solo un propulsione completamente elettrica – ipotesi oggi meno probdata – ma anche un'evoluzione del V6, forse declinata in una versione ibrida e assistita da un sistema elettrico per superare abbondantemente i 700 cavalli. Una soluzione, questa, che permetterebbe di coniugare le performance da supercar con le necessità di riduzione delle emissioni, mantenendo vivo il DNA racing del marchio in attesa di un futuro che si preannuncia, comunque, ancora a lungo termico per queste versioni speciali.

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