Leopoldo Mastelloni, la vita dopo l'ictus e la depressione: "Mi ha salvato una telefonata"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Leopoldo Mastelloni, attore e regista di lungo corso, ripercorre con franchezza, nel salotto di "Verissimo", i momenti più bui degli ultimi anni, segnati da un lutto familiare, da una profonda crisi interiore e da un serio problema di salute. "Se n'è andata tra le mie braccia", racconta, riferendosi alla madre Elisabetta, in una dichiarazione che racchiude tutto il dolore per una perdita così intima e devastante. Un evento luttuoso che, unito alle conseguenze della pandemia, ha innescato in lui un periodo di depressione, portandolo ad accarezzare, come lui stesso ammette, pensieri oscuri che definisce, tuttavia, "stupidaggini che si dicono quando sei disperato". Sulla sua ripresa, che considera una vittoria sulla debolezza, ha pesato in modo decisivo, a suo dire, una ramanzina ricevuta al telefono da Mina, un gesto di affetto severo che lo ha ancorato alla realtà e al "dono più bello", la vita.
L'ictus e la provvidenziale chiamata dell'amica
La prova più dura, però, è arrivata la scorsa estate, quando un ictus lo ha colto mentre si trovava solo in casa. Mastelloni descrive con precisione quasi cinematografica i secondi che hanno preceduto il malore: "A un certo punto mi alzo dal letto e ho un giramento di testa". La scena che rievoca è potente e al contempo struggente: l'uomo che, barcollando, si inginocchia a terra e cerca un appoggio nella sua stessa immagine riflessa nello specchio, "come se fosse un'altra persona che mi doveva dare una mano". In quel frangente di estremo pericolo, mentre la sua fisicità lo abbandonava, era miracolosamente al telefono con un'amica, una vicina di casa, alla quale riuscì a descrivere i sintomi. Fu lei, prontamente, ad allertare i soccorsi, in una sequenza di eventi che l'attore interpreta come un segno del destino, affermando che "Dio ha voluto" quella chiamata salvifica.
La lunga degenza e il ritorno
L'episodio dell'ictus ha avuto conseguenze fisiche importanti, costringendo Leopoldo Mastelloni a una degenza in ospedale che si è protratta per tre mesi, un periodo di cure e di riabilitazione durante il quale è stato costretto a stare lontano dal suo mondo, quello dello spettacolo. Sono stati mesi di assenza forzata, di cui non ha voluto aggiungere dettagli clinici, ma che hanno certamente segnato un prima e un dopo nella sua esistenza. Il suo ritorno in televisione, proprio a "Verissimo", rappresenta simbolicamente la fine di quel capitolo doloroso e il desiderio di tornare a condividere la sua storia con il pubblico, mostrando una forza di volontà che va al di là della semplice ripresa fisica.
Le amicizie come ancora di salvezza
Nel suo racconto, emerge con chiarezza il ruolo fondamentale che alcune relazioni hanno avuto nel sostenerlo durante le prove più ardue. Oltre alla già citata Mina e all'amica che ha gestito l'emergenza, Mastelloni ha ricordato con gratitudine la vicinanza e l'amicizia di Rita Pavone, un legame saldo che ha resistito al passare del tempo e alle difficoltà. Sono queste voci, queste presenze, ad aver rappresentato un'ancora di salvezza nel momento in cui le onde della malattia e dello sconforto rischiavano di travolgerlo completamente, dimostrando come il supporto degli affetti più cari possa fare la differenza nel percorso di chi cerca di risollevarsi da una crisi profonda.




