Villa Pamphili, il dna conferma: Kaufmann è il padre della piccola Andromeda

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’esame del dna ha stabilito senza margini di dubbio che Francis Kaufmann, il 46enne statunitense accusato del duplice omicidio di Villa Pamphili, è il padre della piccola Andromeda, la bambina di undici mesi trovata senza vita lo scorso 6 giugno nel parco romano. La conferma, attesa nelle ultime settimane, arriva dalle analisi disposte dalla procura di Roma, che hanno identificato tracce genetiche inequivocabili su un telo utilizzato per coprire i corpi della bimba e della madre, Anastasia Trofimova, cittadina russa di 28 anni.

Secondo l’accusa, Kaufmann – che attualmente si trova nel carcere di Rebibbia e si proclama innocente – avrebbe strangolato la piccola all’interno del parco, uno dei più vasti della capitale, per poi uccidere la donna, il cui corpo è stato rinvenuto a pochi metri di distanza. Mentre per Andromeda la causa del decesso è stata accertata, per la Trofimova si attendono ancora i risultati dell’esame istologico, che potrebbero chiarire dinamiche e movente di un delitto che ha scosso l’opinione pubblica.

Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, si sono concentrate fin dall’inizio sull’uomo, già noto alle autorità con lo pseudonimo di Rexal Ford. Le prove raccolte, tra cui le testimonianze e i riscontri tecnici, hanno permesso di ricostruire i suoi spostamenti nelle ore precedenti al ritrovamento dei corpi, avvenuto in un’area appartata del parco.

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